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Sicurezza, nella Busa arriva il ''Controllo di vicinato''. Ad Arco, Riva, Drena, Dro e Tenno comunicazione WhatsApp dei cittadini con le forze dell'ordine

Il protocollo sottoscritto oggi dai sindaci al commissariato del Governo con i rappresentanti di questura, carabinieri, polizia locale e guardia di finanza. Il prefetto Lombardi: ''Sentinelle, occhi sul territorio"

Pubblicato il - 08 April 2019 - 13:08

TRENTO. Quante volte è capitato di commentare con i propri vicini situazioni di degrado, presenze sospette o anomalie notate nella via dove si abita? Un comportamento diffuso che ora per cinque Comuni della Busa viene istituzionalizzato. È infatti stato sottoscritto tra il Commissariato del Governo per la Provincia di Trento e i municipi dell'Alto Garda il protocollo d'intesa "Controllo di vicinato".

 

Un sistema che prevede l'instaurazione di un dialogo continuo tra le forze di polizia e la comunità. Tre i momenti su cui si sviluppa il progetto: i cittadini si organizzano in gruppi di vicinato in cui vengono individuati dei coordinatori. Persone che faranno da punto di riferimento e raccordo tra gli altri componenti del gruppo di vicinato e le forze di polizia statali e locali.

 

Più in concreto, spiega il commissario del Governo Sandro Lombardi, "quando si nota qualcosa che non va si attivano i sistemi di comunicazione al referente, ad esempio un gruppo WhatsApp. Al referente spetta poi riferire la situazione, tramite un contatto già aperto, alla polizia locale, ai carabinieri o alla questura. Un modo importante di comunicare non solo segnalazioni che richiedono un intervento immediato, ma anche informazioni utili ad esempio per indagini in corso".

 

Ma, attenzione: "Ai cittadini si chiede di essere sentinelle sul territorio - precisa il prefetto - di guardare e attivare le forze di polizia evitando di prendere iniziative non confacenti all'operato dei cittadini". "Non sceriffi, ma sentinelle, tanti occhi sul territorio. Rimaniamo a disposizione per qualunque cosa. L'obiettivo è quello di aumentare il senso di sicurezza dei cittadini" aggiunge il questore Giuseppe Garramone.


Il sistema del "Controllo di vicinato" diverrà realtà per ora per i cinque Comuni dell'Alto Garda i cui sindaci questa mattina hanno sottoscritto il relativo protocollo d'intesa con il prefetto Sandro Lombardi, il questore Giuseppe Garramone, il comandante provinciale dei carabinieri Luca Volpi, il comandante della polizia locale Marco D'Arcangelo e il comandante provinciale della guardia di finanza Cesareo de Filippis. Parliamo di Arco (rappresentata dal primo cittadino Alessandro Betta, che sarà la prima realtà ad avviare il progetto), Drena (con il sindaco Tarcisio Michelotti), Dro (con Vittorio Fravezzi), Riva del Garda (con Adalberto Mosaner)  e Tenno (con Giuliano Marocchi). 

 

I primi cittadini delle realtà coinvolte, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni del territorio, hanno posto l'accento sulla "necessità di dare una risposta positiva e civile in relazione alla problematica della criminalità e in termini di prevenzione" (a dichiararlo è stato Fravezzi). Parole d'ordine sono insomma "controllo e partecipazione", "vicinanza tra comunità, cittadini e forze dell'ordine" (quest'ultima affermazione è di Betta), "sicurezza come valore di coesione sociale" (parole di Marocchi), "il bene comune" (sottolinea Michelotti). Un progetto "molto voluto per dare corpo a ciò che già accade sul territorio" spiega Mosaner.


Il prefetto Lombardi sottolinea "i tre ambiti che incidono sulla sicurezza partecipatadisagio (la percezione da parte dei cittadini degli eventi, ndr), degrado (la non cura dei luoghi che porta ad altro degrado) e comunicazione (è importante rendere partecipi le persone degli sforzi delle amministrazioni)". Infine una notizia rassicurante, i tempi di risposta medi del 112, il numero unico dell'emergenza trentino: "Il Trentino è al secondo posto in Italia per vivibilità, dobbiamo fare di tutto per mantenere questa posizione. È sempre meglio una telefonata in più che una in meno. Il tempo di attesa medio per le chiamate al 112 è tra i 2 e i 3,8 secondi. C'è una sola punta, all'1 di notte tra sabato e domenica, di 8,9 secondi. Significa che gli operatori sono sempre all'erta".

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