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''Sperma nel retto di Ötzi'', torna a circolare la bufala, nata anche da un errore di traduzione

Risalirebbe a un pesce d'aprile del 1992 la bufala che nel 2016 aveva trovato ampia eco su molti organi di informazione. A dare ''sostanza'' alla fake news l'errata traduzione dal tedesco del termine ''samen'' 

Pubblicato il - 18 gennaio 2019 - 17:33

BOLZANO. ''Trovate tracce di sperma nel retto di Ötzi'': sta tornando a circolare la bufala che riguarderebbe la Mummia del Similaun che nel 2016 aveva avuto una vera e propria ''esplosione''. Una fake news che ha origini antiche, addirittura risalenti al primo aprile 1992 quando una rivista austriaca aveva pubblicato la falsa notizia come fosse, appunto, un pesce d'aprile. Nel 2016, poi, l'ha rilanciata con enfasi il sito Ctrl Alt Write e in questi giorni è toccato a Le Cronache Lucane riprendere in toto l'articolo di tre anni fa.

 

 

Tutto, tra l'altro, sarebbe nato da un incredibile errore di traduzione di uno dei tanti esami cui è stata sottoposta la mummia. Lo riportava Reuters già qualche anno fa dopo aver intervistato Angela Graefen ricercatrice di genetica umana all'Eurac di Bolzano,: ''One sticky rumor - scriveva l'agenzia di stampa britannica - was that semen had been found in his anal canal, prompting headlines about his supposed homosexuality. But Graefen set the record straight. 'This comes from the fact that seeds have been found in his intestine. The words for plant seeds and semen are actually the same in German', she laughed''.

 

Tradotto: ''Una voce di corridoio sosteneva che dello sperma fosse stato trovato nel suo canale anale, provocando titoloni su una sua presunta omosessualità. Ma Graefen (la genetista che ha studiato il corpo mummificato a Bolzano) ha messo le cose in chiaro. “La voce deriva dal fatto che dei semi sono stati trovati nel suo intestino. I termini per i semi di piante e lo sperma sono, in effetti, gli stessi in tedesco” ha riso''.

 

Insomma, tutta fuffa. Una bufala vecchia che in questi giorni è tornata in auge ma che grazie anche a siti come Butac e Pagella Politica che vigilano sulla rete speriamo venga smentita definitivamente.

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