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Tagli al sistema accoglienza, i richiedenti asilo allontanati, ma si erano già inseriti: ''I corsi di italiano sono fondamentali per capirsi e rispettarsi''

I richiedenti asilo di San Lorenzo Dorsino sono cinque, e si stavano inserendo mentreinseriti ora sono costretti a trovare un'altra strada. Ripartire, ancora una volta, dopo aver trovato regolarmente lavoro di tirocinio e una certa stabilità

Di Luca Andreazza - 13 gennaio 2019 - 21:52

SAN LORENZO DORSINO. "La comunità è colpita da questa vicenda. Dispiace per la conclusione forzata di un percorso importante", queste le parole di Ilaria Rigotti, assessora alle pari opportunità a San Lorenzo Dorsino, per commentare l'allontanamento dei profughi, già integrati nel tessuto locale.

 

I richiedenti asilo sono cinque che si stavano inserendo nel tessuto locale e che ora sono costretti a trovare un'altra strada. Ripartire, ancora una volta, dopo aver trovato regolarmente lavoro di tirocinio e una certa stabilità. Due profughi erano impiegati in alberghi sulla Paganella, uno alla Famiglia cooperativa, un altro in un b&b, mentre il quinto, che si era distinto nel volontariato tra le fila della locale Pro Loco, si era già reso autonomo proprio a San Lorenzo. 

 

"Il taglio dei finanziamenti - spiega Rigotti - non ci permette di pagare l'affitto nella struttura privata e così devono ripartire altrove. Rimettersi in gioco: un'amarezza disperdere questa esperienza in questo modo". Un'integrazione che sis tava compiendo perché il territorio si era mosso senza preclusioni, ma anche per l'impegno dei richiedenti asilo, soprattutto nell'imparare l'italiano durante i corsi.

 

Corsi che ora sono spariti dopo la scure calata sull'intero sistema di accoglienza voluto da Maurizio Fugatti e il nuovo governo di centrodestra provinciale (Qui articolo), quando l'integrazione passa necessariamente attraverso la conoscenza della lingua e il sostegno di un esperto, fondamentale, per uomini, donne e bambini che hanno abbandonato tutto per sobbarcarsi viaggi spesso "disperati" per attraversare il Mediterraneo sulle carrette e vedere morire famigliari e compagni, dopo essere scampati ad atrocita' incredibili. "La conoscenza dell'italiano è imprescindibile per superare la barriera e instaurare un rapporto, conoscersi e capirsi, rispettarsi. La nostra comunità - prosegue l'assessora - è riuscita a riconoscere gli sforzi di questi giovani e si è messa a disposizione per dare loro una possibilità di salvezza e riscatto. Tutti erano molto contenti del loro approccio, anche sul lavoro, ben voluti da tutti".

 

Ogni settimana i richiedenti asilo hanno partecipato a tre incontri per imparare l'italiano, quindi per studiare le basi di matematica e geometria, senza dimenticare la geografia per permettere una maggiore conoscenza del Trentino. Un'iniziativa che si inserisce nel programma giudicariese di inserimento su base volontaria. 

 

Due profughi ripartono da Santa Croce di Bleggio nell'alloggio già occupato dai migranti di proprietà della Casa di riposo delle Esteriori, mentre un altro è già più autonomo e si è spostato a Cavrasto, un richiedente asilo si è trasferito a Padova, dove è già riuscito a trovare lavoro.

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