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| 06 mar 2019 | 21:23

Trasporti, dopo 20 anni si cerca di rinnovare il contratto. Cgil e Cisl ottimiste, dura la Uil: ''Brutta partenza''

Nel frattempo l'ex governatore Ugo Rossi ha presentato una mozione per impegnare la giunta provinciale a confermare l’attuazione del servizio di trasporto pubblico cadenzato in tutte le valli del Trentino che l'esecutivo della precedente legislatura aveva previsto con un cronoprogramma relativo agli anni 2018, 2019 e 2020

TRENTO. E' stallo sul rinnovo del contratto integrativo dei circa 1.400 dipendenti di Trentino Trasporti, fumata nera nell'incontro tra Provincia e sindacati. Una situazione bloccata da ormai 20 anni e le parti sociali chiedono di accelerare. 

 

Un incontro definito interlocutorio, la Cisl appare quella più soddisfatta in quanto almeno la questione e il tavolo si è aperto. Molto critica invece la Uil. "Un appuntamento - dice il segretario Nicola Petrolli - programmato da oltre un mese con il presidente, ma Fugatti non si è presentato, sostituito dall'assessore Spinelli. Una brutta partenza per una materia che rappresenta ormai un'urgenza".

 

Dopo anni di immobilismo, la speranza è quella che qualcosa inizi a muoversi. Una prima deadline è fissata per fine mese. "La politica - aggiunge Petrolli - ha snobbato il trasporto pubblico e speriamo in un cambio di direzione per valorizzare il ruolo cruciale di questo servizio per la collettività".

 

Cauta la Cgil, che ritiene necessario compiere un ulteriore salto di qualità per dare risposte al comparto. "L'esito di questo incontro - commenta Stefano Montani della Cgil - era preventivabile ma utile. Se c'è la volontà politica di andare avanti è un risultato positivo e siamo certi poi di riuscire a trovare la quadra in tempi ragionevoli con l'azienda. E' fondamentale aprire un percorso, poi fermi non restiamo e valutiamo tutte le possibilità".

 

Nel frattempo l'ex governatore Ugo Rossi ha presentato una mozione per impegnare la giunta provinciale a confermare l’attuazione del servizio di trasporto pubblico cadenzato in tutte le valli del Trentino che l'esecutivo della precedente legislatura aveva previsto con un cronoprogramma relativo agli anni 2018, 2019 e 2020.

 

Per realizzare il servizio ed approntare eventuali nuovi mezzi, la mozione stabilisce anche di integrare le risorse già stanziate per questi interventi con il bilancio di previsione e di assestamento dell'anno scorso e che ammontano a 10 milioni di euro nel triennio 2018/2020.

Nello specifico il provvedimento prevede il cadenzamento estivo sulle valli di Fiemme e di Fassa alla mezz’ora da Predazzo a Penia e al quarto d’ora da Moena a Penia, quindi il cadenzamento estivo all’ora tra Trento e Arco e alla mezz’ora tra Rovereto e Riva e ancora il cadenzamento estivo orario Riva-Ledro.

 

A questo si aggiunge il cadenzamento orario Cles-Mezzocorona e il cadenzamento orario Centa-Trento e Cavedine-Trento, mentre nel 2019 è previsto il cadenzamento biorario e orario del bacino 2 da settembre (Val Rendena, Giudicarie, Basso Sarca cioè Riva-Trento via Sarche), il cadenzamento biorario Piné più Cembra e il cadenzamento orario Ledro-Riva e nel 2020 il cadenzamento biorario Tesino, il cadenzamento orario Folgaria-Rovereto, il cadenzamento biorario Mori-Brentonico e il cadenzamento orario Primiero.

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