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Treni, il sindacato: ''La Provincia non vuole investire 50 mila euro per agevolare il lavoro dei capitreno''

Un'altra criticità è legata alla tessera G per cittadini immigrati. "Era poi dotata di foto e dati del titolare, ora viene utilizzato un semplice e anonimo cartoncino per quattro viaggi, che mette in difficoltà il capotreno in caso di uso improprio di questo strumento"

Pubblicato il - 10 June 2019 - 16:51

TRENTO. "La Provincia ha investito non poche risorse per migliorare la sicurezza percepita di personale e viaggiatori sui mezzi di trasporto urbani e extraurbani", queste le parole di Stefano Montani e Alberto Sicari della Filt Cgil, che aggiungono: "Serve però un cambio di passo anche per quanto riguarda i lavoratori di Trenitalia che operano lungo le tratte di competenza provinciale".

 

Oggi i capitreno devono, infatti, usare cinque diversi dispositivi tra il Brennero e Verona per controllare gli abbonamenti. "Una situazione che potrebbe essere risolta semplificando i dispositivi – proseguono i sindacalisti – ma sembra che la Provincia di Trento non intenda investire risorse in questa direzione. Questo a differenza di Bolzano”.

 

A breve Trenitalia, nell’ambito di un progetto nazionale, installerà i tornelli nelle stazioni di Ala e Rovereto, sempre per contrastare l’evasione tariffaria, ma in previsione c'è anche la predisposizione di un piano per unificare le modalità di controllo, che attualmente variano da provincia a provincia.

 

I capitreno, infatti, nella tratta Brennero-Verona devono utilizzare un dispositivo smartphone in grado di leggere gli abbonamenti Sudtirol pass, altri due dispositivi per gli abbonati trentini nella tratta di competenza provinciale. Un ennesimo strumento di controllo per gli abbonati sulla tratta Trento-Verona (per l’abbonamento unico Veneto) e infine un tablet di Trenitalia per tutti gli altri viaggiatori.

 

Le organizzazioni sindacali di categoria hanno chiesto a Trenitalia di semplificare adottare un unico sistema/applicativo capace di leggere abbonamenti di più regioni (Trentino Alto Adige e Veneto) per rendere  il lavoro del capotreno non solo più semplice, ma anche efficiente e produttivo, passando dagli attuali cinque strumenti a due.

 

"Una parte del costo del progetto - continuano Montani e Sicari - circa 50 mila euro sarebbero a carico della provincia di Bolzano, altri 50 mila in capo alla Provincia di Trento che, però, avrebbe rifiutato la proposta di Trenitalia: la giunta avrebbe giudicato troppo elevati i costi dell’operazione".

 

Un lavoro, come spiega una nota di Trenitalia, ulteriormente complicato dalla sostituzione per i cittadini immigrati della tessera G. "Ci auguriamo - comunica la realtà ferroviaria - che la giunta provinciale riveda la decisione in modo da permettere ai capitreno di ottimizzare il lavoro. La tessera G era poi dotata di foto e dati del titolare, ora viene utilizzato un semplice e anonimo cartoncino per quattro viaggi, che mette in difficoltà il capotreno in caso di uso improprio di questo strumento".

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