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Trento da record, fanno tutti il biglietto. L'evasione sugli autobus è allo 0,33%. ''Anche durante i controlli notturni in regola il 99% degli utenti''

Sembra incredibile ma nel capoluogo i ''portoghesi'' non esistono praticamente più. Nel 2014 erano il 4% degli utenti ''ora grazie all'ingresso dalla porta anteriore, la possibilità di fare il ticket a bordo e il fatto che l'autista non parte se non si è in regola tutto è cambiato''. Andrea Saltori ci spiega la ''rivoluzione'' degli ultimi anni nel mondo dei trasporti 

Di Luca Pianesi - 21 marzo 2019 - 08:49

TRENTO. Quattro ore di controlli, dalle 20 alle 24, con due squadre composte da quattro verificatori, divisi su più linee. Risultato: tutti in regola ed evasione sotto la soglia dell'1%. Un dato incredibile fino a qualche tempo fa ma che risulta sempre più in linea con l'andamento generale del servizio urbano di Trento lontanissimo, ormai, dai livelli di evasione del resto del Paese che in molte zone viaggia sul 25%. A Trento nel 2006 a risultare senza biglietto o abbonamento erano circa 5 persone sue 100 e nel 2014 si era arrivati al 4% raggiungendo un livello già molto basso ritenuto quasi strutturale, fisiologico.

 

 

E invece no. Il 2018 ha avuto un livello di evasione medio pari allo 0,7% ''ma a dicembre 2018 abbiamo fatto ancora meglio e siamo arrivati allo 0,47% mentre a febbraio 2019 abbiamo raggiunto lo 0,33%''. Insomma a Trento i ''portoghesi'' non esistono praticamente più e una delle figure chiave che ha reso possibile il raggiungimento di questo straordinario risultato è Andrea Saltori responsabile del servizio urbano del capoluogo trentino. E' lui che in questi anni ha seguito, passo dopo passo, modifiche e riforme del settore e tra esperimenti riusciti e progetti poi abbandonati (ricorderete i famigerati tornelli sui mezzi che fino a qualche anno fa sembravano la soluzione ad ogni tipo di evasione) ha partecipato in maniera fattiva a questa piccola grande rivoluzione. 

 

''Il successo della lotta all'evasione sui mezzi pubblici della città è dovuto a un mix di iniziative - spiega Saltori - e al fatto che le abbiamo assorbite gradualmente. Da un lato la salita ammessa solo dalla porta davanti che costringe gli utenti a passare vicino all'autista. Poi la possibilità di acquistare il biglietto a prezzo maggiorato sul mezzo che leva ogni alibi a chi non l'ha fatto. Un tempo la scusa era che il rivenditore era chiuso o il distributore era rotto. Ora non ci si può più inventare storie incredibili. E l'elemento, penso, decisivo è stato aggiungere il fatto che se a quel punto l'utente si rifiuta di comprare anche il biglietto sul mezzo, l'autista non riparte. A quel punto c'è l'indignazione degli altri passeggeri e se la persona insiste a restare sul mezzo vengono chiamate le forze dell'ordine. Ma è successo davvero poche volte''.

 

Tutti cambiamenti che hanno fatto discutere quando sono stati introdotti e che sono stati resi possibili anche grazie alla bravura e alla disponibilità degli stessi autisti. ''E un plauso va fatto al dirigente provinciale dei trasporti Andreatta - aggiunge Saltori - perché è lui che ha creduto dall'inizio in questo progetto di modifiche graduali. Era convinto che saremmo arrivati dove siamo arrivati oggi e ha avuto ragione in tutto e per tutto''. Insomma, un passetto alla volta, i cambiamenti di sistema hanno portato anche a un cambiamento della cultura degli utenti nell'utilizzo del mezzo pubblico e ora anche di notte le persone che salgono sull'autobus timbrano il biglietto o gli abbonamenti oppure comprano il ticket direttamente a bordo.

 

E, come in tutte le cose, ci sono anche stati i buchi nell'acqua. Uno su tutti quello del tornello a bordo che era stato installato su 3 turni della linea 17, Trento-Lavis, tra le più afflitte dall’evasione. ''Ma in poco tempo abbiamo capito che non funzionava - prosegue Saltori - c'erano molte carenze, difetti progettuali e di funzionamento ma fortunatamente ce ne siamo accorti in poco tempo e prima di investimenti impegnativi. In questo modo è stato possibile cambiare rotta immediatamente''. 

 

L’approccio graduale ha permesso, quindi, di monitorare apprezzamento degli utenti e successo delle iniziative e, di conseguenza le variazioni del tasso di evasione parziale per linea. Si è partiti a novembre 2016, inizialmente con 2 linee a tasso di utilizzo medio/basso, ma con propensione medio/alta all’evasione. Poi è stato eseguito lo stress-test decisivo nell'estate del 2017 con l’estensione degli aggiornamenti alla linea 3, una delle più lunghe, complesse, frequenti, utilizzate ed impegnative. Ha funzionato ed è stata, di conseguenza estesa anche al resto della flotta (salvo il 5 diretto a Povo frequentato da grandi frotte di studenti ''ma ormai siamo pronti anche ad estenderlo a quella linea''). 

 

''Ha funzionato e funziona - conclude Saltori - e la conferma l'abbiamo avuta martedì sera quando abbiamo fatto i controlli notturni. Un tempo da queste serate emergeva un'evasione anche del 15-20 % e dovevamo girare con le forze dell'ordine al fianco. Ora non è più così. Gli utenti rispettano le regole anche perché sono facilitati a rispettarle. I controlli dell'altra sera hanno dimostrato che restiamo sotto la soglia dell'1% di evasione anche di notte e non si è verificato nessun problema''. Un grande successo che parte lontano, almeno tre anni fa, e oggi sta dando dei frutti davvero incredibili. Provare per credere.

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