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Un albume dentro un contenitore pieno d’acqua, torna l’antichissima tradizione della barca di San Pietro

Tra il 28 e il 29 giugno, in occasione delle festività dedicate ai santi Pietro e Paolo, andrà in scena la secolare tradizione della ‘Barca di S. Pietro’.  Leggenda vuole che tale veliero avesse il potere di preannunciare l’andamento del raccolto, per provare basterà procurarsi un uovo, un po’ d’acqua e un contenitore trasparente

Di Tiziano Grottolo - 27 giugno 2019 - 18:21

TRENTO. Si tratta di un’antichissima tradizione di cui si sono perse le origini ma si pensa che sia stata diffusa in Italia attorno al XVIII secolo dai monaci Benedettini. È la tradizione della barca, o veliero, di San Pietro, diffusa in tutto il Nord Italia in particolare nelle regioni di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino, Lombardia, Liguria e Piemonte.

 

Nella notte fra il 28 e il 29 giugno, festività dei santi Pietro e Paolo, si riempie un contenitore di vetro con dell’acqua, all’interno di esso vi si versa l’albume di un uovo (la parte chiara), dopodiché si pone il contenitore all’esterno dell’abitazione e si aspetta. Secondo la tradizione canonica il contenitore andrebbe lasciato all’aperto per poter assorbire la rugiada del mattino. Comunque, il giorno seguente, all’interno del contenitore dovrebbero essersi formate delle strutture che riproducono le vele delle barche.

 

Il rito, fortemente legato al mondo rurale e contadino, affonda le sue radici nella figura dell’apostolo Pietro che soffiando nel contenitore farebbe assumere all’albume la conformazione di una barca, questo perché per la tradizione religiosa prima di diventare un discepolo di Gesù l’apostolo faceva il pescatore.

 

Interpretando poi la posizione delle ‘vele’, dispiegate o ammainate, si potrebbe azzardare una previsione sull’andamento dell’annata agricola o più in generale previsioni sul proprio futuro. Ovviamente con le vele dispiegate i presagi per il raccolto sarebbero stati buoni, mentre vele ammainate avrebbero preannunciato eventi nefasti e un raccolto scarso. In alcune zone la posizione delle vele era interpretata come auspicio da coloro che si preparavano a partire per le Americhe in cerca di fortuna.  

 

Una superstizione quindi, nata forse come forma devozione verso un santo cristiano ma, come spesso accade, sedimentatasi nella tradizione popolare come rito propiziatorio di attività di sostentamento come la pesca e l’agricoltura, entrambe fortemente influenzate dai fenomeni atmosferici.

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