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Al Lago di Braies pienone da concerto nell'estate post-covid: in migliaia a percorre l'argine tra assembramenti e selfie

Le foto parlano da sole ma non mostrano nulla di nuovo. Ecco infatti il Lago di Braies in una sua "normalissima" domenica di fine luglio (nonostante l'emergenza coronavirus ancora in corso). Si tratta di immagini che inevitabilmente fanno sorgere molte riflessioni su cosa stia diventando il turismo nelle Dolomiti

Di Lucia Brunello - 29 luglio 2020 - 17:18

LAGO DI BRAIES. Le foto parlano da sole ma non mostrano nulla di nuovo. Ecco infatti il Lago di Braies in una sua "normalissima" domenica di fine luglio: un pienone da concerto, con turisti che accalcati si apprestano a percorrere il sentiero che segue l'argine del lago.

 

Del resto il Lago di Braies è diventato luogo simbolo delle Dolomiti, godendo di fama internazionale e così attirando ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo. Ma, nonostante questa sia l'estate post-covid, il numero di visitatori è rimasto davvero impressionante, così come il numero di assembramenti che inevitabilmente si creano in ognuna di queste giornate in cui il sito naturalistico è preso d'assalto.

 

Causa di tanto prestigio, oltre alla naturale bellezza del lago, con la sua posizione solitaria sotto la Croda del Becco, la seguitissima serie televisiva "Un passo dal cielo", la cui produzione, però, ha recentemente levato l'ancora trasferendosi nel bellunese.

 

Nell'estate 2019 si registrarono quasi 400.000 visitatori nel solo mese di agosto e la Provincia autonoma di Bolzano decise così di vietare il transito alle automobili. Una mossa che, sorprendentemente, contribuì a far crescere le visite addirittura del 30%.

 

Per quanto riguarda l'estate 2020, invece, la Giunta altoatesina aveva varato un piano sia per garantire l'accessibilità al lago che per limitare la possibilità di sovraffollamento. Con le misure prese ci si aspettava che sul sito naturalistico potessero esserci al massimo 4.500 persone allo stesso momento, quando lo scorso anno ne sono state registrate in media 7.000.

 

Ma come si vede dalle foto (diffuse lunedì 27 su instagram dal profilo "Life In South Tyrol") le restrizioni e le limitazioni alle automobili messe in campo dalla Provicia di Bolzano non sono riuscite ad evitare gli assembramenti e a limitare quello che ormai è diventato un vero e proprio turismo "mordi e fuggi". Le foto in questione, inoltre, erano accompagnate dalla didascalia "Instagram vs realtà", ed effettivamente tra le due c'è una sostanziale differenza: da un lato la pace di una barchetta che galleggia sul lago color smeraldo, dall'altro un'orda di turisti in "pellegrinaggio".

 

Si tratta di immagini già viste, ma che lasciano sempre perplessi, e che inevitabilmente fanno sorgere una serie di riflessioni su cosa stia diventando il turismo nelle Dolomiti. 

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