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Atesina ma non solo. Il comitato di cittadini di Solteri-Magnete-Centochiavi invita gli 8 candidati a visitare il quartiere. "Coinvolgeteci"

Il Gruppo 3.0, comitato di cittadini di Solteri-Magnete-Centochiavi, ha lanciato un'iniziativa per portare sul territorio gli 8 candidati alle prossime elezioni comunali del capoluogo. Tante le questioni che vogliono portare alla conoscenza del futuro sindaco e non solo. "Siamo un quartiere spiazzato, spezzato, sfruttato e ridotto a dormitorio. Ma noi siamo attivi e vogliamo partecipare alla vita della nostra comunità"

Di Davide Leveghi - 19 agosto 2020 - 18:11

TRENTO. Avvicinandosi alle elezioni, solitamente i candidati cominciano a comparire sul territorio. Partecipano alle feste, agli incontri, ai meeting dei vari comitati nati per specifiche battaglie di quartiere o non solo. In questo caso, però, è una comunità a farsi interprete di un invito agli 8 candidati che si sfideranno alle prossime comunali previste per il prossimo settembre.

 

Caro candidato Sindaco – scrive il Gruppo 3.0 in un documento redatto e inoltrato ai candidati a sedere a Palazzo Thun – i cittadini attivi del Gruppo 3.0 hanno redatto questo manifesto con lo scopo di farle conoscere i temi principali che stanno a cuore all’intero quartiere Solteri-Magnete-Centochiavi”.

 

Procedendo per punti, il comitato di quartiere di Solteri-Centochiavi-Magnete rivolge dunque ai candidati un appello affinché si presentino, prendano coscienza dei problemi di una zona a lungo trascurata dall'amministrazione e accolgano tra le proprie priorità quella di ridare alla parte nord della città dei luoghi di aggregazione che lo svuotino dal semplice ruolo di dormitorio o polo commerciale.

 

Siamo un quartiere spiazzato”, esordiscono, facendo riferimento alla nota vicenda dell'ex Atesina, su cui era stato approvato un progetto di riqualificazione con la creazione di una grande piazza coperta ma rimasto a lungo nei cassetti di Palazzo Thun (e ora della Pat). “Nel 2003 inizia il sogno con il progetto Palomar che si trasforma nella storia infinita – raccontano nel documento - i residenti lavorano a un progetto di urbanistica partecipata col Comune di Trento per dare nuova vita all’area ex Atesina. Vogliamo scongiurare l’ennesima destinazione commerciale dell’area creando un luogo di socialità; ma il progetto non vede mai la luce. Nel 2018 il Comune mette a bilancio 3 milioni di euro per dare finalmente al quartiere la piazza che chiede. Nel 2019 i soldi a bilancio scendono a 2 milioni di euro. Dal 2019 aspettiamo che la Provincia concluda la permuta con il Comune di Trento per poter avviare i lavori e avere finalmente la grande piazza coperta. Nel 2020 i lavori sono ancora fermi e i residenti continuano a sognare”.

 

 

Siamo un quartiere spezzato”, proseguono, riferendosi in questo caso alla particolare conformazione del quartiere, diviso da via Brennero e che lascia particolarmente isolata la zona del Magnete. “Mancano collegamenti sufficienti e sicuri – incalzano dal Gruppo 3.0 - il Magnete è da un anno e mezzo che aspetta un attraversamento con fermata dell’autobus per agevolare lo spostamento a piedi dei suoi residenti. Il progetto è stato sviluppato, i soldi sono stati stanziati e sono stati prospettati tempi rapidi per la realizzazione. Ma siamo ancora in attesa. Da tre anni, inoltre, chiediamo un attraversamento sicuro all’altezza del Burger King: i pedoni attraversano pericolosamente la strada scavalcando il guardrail. Ciò che chiediamo è la creazione di un sottopassaggio che colleghi il quartiere con Campotrentino”.

 

Siamo un quartiere sfruttato”, continuano, riferendosi questa volta alle logiche urbanistiche comunali con cui la zona nord della città è stata progressivamente riempita di grandi esercizi commerciali (ma non di altrettanti servizi alla popolazione che la vive). “I residenti convivono con 9 supermercati – spiegano – 2 centri commerciali, 2 bazar e svariate catene di ristoranti. La qualità di vita dei residenti e la sicurezza dei pedoni viene scavalcata dai bisogni dei grandi esercizi commerciali, i quali vengono favoriti anche nelle scelte urbanistiche e nella viabilità”.

 

Siamo un quartiere attivo e non un quartiere dormitorio”, concludono. Per questo, per essere ascoltati e, a loro giudizio, finalmente accontentati nelle richieste di maggiore sensibilità verso una comunità sentitasi da tempo snobbata, i membri del Gruppo 3.0 chiedono “di essere coinvolti perché vogliamo partecipare attivamente alle scelte che riguardano il futuro del nostro quartiere”, invitando tutti gli 8 candidati a recarsi sul posto.

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