Contenuto sponsorizzato

Capodanno solidale a Rovereto, tante le persone in marcia per la pace: "I tagli all'accoglienza buttano in strada le persone e negano loro diritti elementari"

I partecipanti hanno anche raccolto delle donazioni che verranno devolute al popolo curdo. La musica di Serhat Akbal e il film "Una Luna chiamata Europa" per riflettere sui temi dell'accoglienza. Al termine della serata è stata distribuita una lettera rivolta alla comunità: "Con i tagli all'accoglienza la comunità trentina ha dovuto rinunciare ad un modello di civiltà che invece l'ha sempre contraddistinta"

 

Pubblicato il - 01 January 2020 - 15:04

ROVERETO. Ieri sera, a Rovereto, è andato in scena anche il Capodanno della solidarietà. 

 

Il Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani ha, infatti, organizzato una fiaccolata solidale per sostenere la pace e (ri)pensare i temi dell'accoglienza. Un pensiero speciale è stato rivolto al popolo curdo e a tutti coloro che scappano da guerre e povertà. 

 

Alla serata hanno partecipato più di cento persone che hanno voluto ribadire il proprio sostegno ai valori della solidarietà, della non violenza per un mondo libero dalla guerra, come recitava uno degli striscioni che hanno accompagnato il corteo: "#odiosenzafuturo. Chi semina giustizia e pace raccoglie solidarietà x tutti".

 


 

Alla serata ha preso parte anche Serhat Akbal, che ha portato la propria testimonianza di oppressione in quanto curdo cresciuto in Turchia (QUI ARTICOLO). Con la sua voce ha allietato la serata proponendo musiche del popolo curdo e una speciale versione di "Bella ciao".

 



 

I partecipanti hanno anche raccolto 720 euro di donazioni che verranno devolute al progetto "A sostegno del popolo curdo", progetto nato per sostenere il popolo curdo martoriato dalla guerra nel nord della Siria. 

 

Dopo il concerto di Serhat, spazio al film "Una Luna chiamata Europa" che ha condotto gli spettatori a riflettere su come stiano cambiando le politiche d'accoglienza per chi scappa dalla guerra (si pensi alla Siria o a tanti paesi africani). 

 

Dalle associazioni legate al Centro per la Pace è stata distribuita poi una lettera aperta alla comunità trentina, alle parrocchie e agli enti locali per ripensare la stretta sui diritti umani che si sta consumando nella provincia di Trento.

 

La rete di persone e le associazioni vicine al Centro per la Pace hanno voluto invitare tutta la comunità a ripensare modalità nuove per superare le difficoltà che le scelte politiche, anche locali, stanno creando sulla pelle dei richiedenti protezione internazionale che non trovano pace nella sognata Europa. 

 

Lettera aperta alla comunità sulla fine del sistema di accoglienza in Trentino

 

L'avvicinarsi della  fine dell anno porta tutti, inevitabilmente, a fare consuntivi: i volontari vicini al Centro per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto si sono attivati all'interno di una rete cittadina mettendo in campo risorse umane e materiali per cercare di riempire il vuoto che il decreto sicurezza ha causato nella nostra società.

 

Perché di questo si tratta e ci sentiamo di ribadirlo; quella approvata dal nostro parlamento e immediatamente applicata dalla nostra giunta provinciale (a differenza di Bolzano che ha continuato per la sua strada avvalendosi dell'autonomia) non vuole portare i cittadini a sentirsi meglio, ma creare un vuoto nel sistema d'accoglienza con conseguente disagio di tutti: delle persone che sono approdate al nostro territorio, lasciate a loro stesse, ammassate in Trento in una struttura inadeguata alle lunghe permanenze, senza progettualità e risorse per un corretto inserimento nella nostra comunità, negli operatori (italiani) privati del loro lavoro, nella comunità trentina indotta a rinunciare ad un modello di civiltà che invece l'ha sempre contraddistinta.

 

In Trentino in tanti si è però riusciti a formare una rete importante per cercare di sostenere chi, sul nostro territorio, ha avuto bisogno di completare un cammino iniziato da tempo e improvvisamente interrotto.

 

La storia è presto raccontata: in Trentino non si punta  più all'accoglienza, nel senso di accompagnamento in un percorso di integrazione, da parte delle istituzioni, ma solo un posto letto e del cibo senza la possibilità di progredire per sviluppare  capacità di apprendimento, di lavoro, di convivenza consapevole.

 

Ora pare essere giunto il momento di un ulteriore giro di vite: nessuna tregua a chi giunge al termine del periodo di permanenza nel Cas di Trento. Sono concessi infatti cinque giorni per lasciare le strutture. In caso di non ottemperanza  è richiesto all'ente gestore di far intervenire le forze dell'ordine per l'espulsione forzosa. Chi rimane invece, per motivi di ricorso ad un diniego, è bene che non lavori in quanto se lavora infatti dovrà, ogni mese, rendicontare quanto ricevuto e se verrà  superato il limite fissato per le pensioni sociali si viene espulsi con i criteri di cui sopra.

 

È bene precisare che gli emolumenti che i ragazzi raccolgono si riferiscono quasi sempre a lavoretti precari che, a differenza delle pensioni, non danno garanzia per il futuro e quindi buttiamo in strada persone che possono non trovare altro lavoro ed andranno ad ingrossare le liste di attesa di coloro che già vivono sotto la soglia e non hanno un posto letto e un pasto sicuro.

 

In tutto questo l'impotenza e l'indignazione di chi crede nell'accoglienza sale e sale anche la disperazione di chi, arrivato da Paesi o da situazioni di gravi difficoltà, si vede negati diritti elementari. Tutto questo porterà a gravi disagi per le nostre comunità.

 

Negli anni trascorsi abbiamo cercato di tamponare varie situazioni di emergenza, ma ora temiamo, visti i numeri delle persone in uscita dai progetti, che le cose possano franare portandosi dietro vite che rischiano di andare in pezzi.

 

I volontari del Centro per la Pace invitano tutte le persone che non sono d'accordo con questi sistemi di respingimento a verificare, tutti insieme, se si possa far fronte a tanta barbarie. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 ottobre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 ottobre - 11:54
Gli anziani hanno presentato alcuni sintomi da raffreddamento e i test sono risultati positivi. Poi 2 infezioni trovate in un'altra casa di riposo. [...]
Cronaca
19 ottobre - 12:05
Sul posto si sono portati i vigili del fuoco di Chienes, Issengo e anche il personale del corpo forestale. L'area è stata ampiamente [...]
Cronaca
19 ottobre - 11:43
I giudici della Corte d'Assise di Trento hanno depositato la sentenza con la quale Marco Manfrini è stato condannato all'ergastolo (con un anno di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato