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Come scegliere il Cbd oil: concentrazione, composizione, rapporto qualità prezzo

La regola generale è che scegliere Cbd oil meno concentrati va bene soprattutto le prime volte, quando non si conoscono ancora bene gli effetti del cannabidiolo sul proprio corpo e si può passare, invece, progressivamente a oli di Cbd più concentrati

Pubblicato il - 23 dicembre 2020 - 21:12

TRENTO. Sul mercato, sia che si intenda acquistare in un negozio fisico e sia che si voglia comprare online, ci sono ormai molte alternative: sono, però, tutte allo stesso modo valide? e come si può essere sicuri di comprare un olio di cannabidiolo di buona qualità? Quella che segue è una piccola guida a come scegliere il Cbd oil, anche tenendo conto dell’utilizzo che se ne farà e dei benefici che se ne intendono trarre.

 

Una guida essenziale per scegliere il Cbd oil giusto. Una delle prime cose da controllare prima di acquistare olio di Cbd su www.enecta.it e altri siti simili è la concentrazione del prodotto. Il cannabidiolo estratto dalla Cannabis sativa, infatti, non si trova in purezza nei prodotti commerciali ma diluito: non serve certo una lunga esperienza con i cannabinoidi, così, per rendersi conto che una cosa è un olio di Cbd al 2% e un’altra, completamente diversa, è un olio di cannabidiolo al 20% (ma qualche azienda ne ha in catalogo anche di più concentrati, fino al 30%).

 

La regola generale è che scegliere Cbd oil meno concentrati va bene soprattutto le prime volte, quando non si conoscono ancora bene gli effetti del cannabidiolo sul proprio corpo e si può passare, invece, progressivamente a oli di Cbd più concentrati.

 

Attenzione, però, alla ragione per cui si intende sfruttare l’olio di Cbd: ci sono usi, infatti, per cui anche i più affezionati ai benefici del cannabidiolo farebbero meglio ad optare per un olio di Cbd a bassa o moderata potenza (anche se, va ricordato a proposito, contrariamente a ciò che vuole qualche falso mito, il cannabidiolo in tutte le sue forme non genera effetti allucinogeni).

 

Naturalmente anche come e in cosa è stato diluito conta nella scelta tra un olio di Cbd commerciale e un altro. Nella maggior parte dei casi, il Cbd oil è ottenuto partendo da altri oli vegetali usati come base: qualche volta si tratta di olio d’oliva, più spesso è olio di semi di canapa. Quello che rileva in questo senso è che, in un caso e nell’altro, variano i benefici collaterali che le diverse tipologie di olio associano ai classici benefici dell’olio di cannabidiolo (benefici che, esiste un’ampia letteratura in materia, vanno dall’azione antidolorifica e antinfiammatoria a quella disintossicante e anti-aging).

 

In più, se si avesse intenzione per esempio di utilizzare l’olio Cbd in cucina, per la preparazione o il condimento delle pietanze, scegliere prodotti a base di olio di oliva potrebbe garantire un sapore più famigliare. Proprio a proposito di sapori, qualcuno sottolinea come l’olio di Cbd possa risultare in qualche caso amarognolo al palato. Una buona alternativa, che non tutte le aziende di prodotti derivati dalla cannabis hanno però in catalogo, è il Cbd in capsule, che risulta completamente inodore e insapore.

 

Ultima precauzione per essere sicuri di scegliere un Cbd oli di ottima qualità è, infine, fare attenzione ai metodi di lavorazione e all’origine delle materie prime. Dove possibile, per esempio, si dovrebbe optare per coltivazioni biologiche di Cannabis Sativa per essere sicuri che non ci siano neanche nel prodotto finale tracce di conservanti e pesticidi. Anche l’estrazione attraverso C02, per quanto apparentemente un tecnicismo, fa sì che il Cbd risulti full spectrum e, cioè, mantenga inalterate le sue proprietà organolettiche e benefiche.

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