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Con Remoove l'esperienza della bici è per tutti: ''Vogliamo far vivere la ciclabilità indipendentemente da disabilità motoria, sensoriale o cognitiva''

La nuova azienda trentina punta ad “abilitare la società” ad un pensiero più in inclusivo e non semplicemente accessibile, partendo dalla ciclabilità, possibile per tutti grazie ai prodotti del marchio olandese Van Raam 

 

Di Rebecca Franzin - 03 September 2020 - 19:34

TRENTO. “Noi pensiamo in termini di inclusione, non di accessibilità” così esordisce Andrea Tomasoni, uno dei fondatori di Remoove spiegando con queste parole il senso del motto della sua start-up: “Abilitiamo la società”. Insieme ai soci  Mattia Bonanome e Matteo Taddei, infatti, i tre vogliono ''ri-muovere'' le barriere che impediscono ad alcuni membri della società di vivere al meglio il proprio ambiente, e ''ri-muovere'' i loro talenti e le loro energie. Lo fanno con strumenti appositamente studiati (biciclette, tandem, risciò) capaci di far vivere l'esperienza della bici a tutti, indipendentemente dal tipo di disabilità (che sia motoria, sensoriale o cognitiva).

 

''L’idea ha preso forma dopo l’Alzheimer Fest 2019 di Treviso, - dice Tomasoni - quando ho partecipato alla biciclettata organizzata da Upipa partita da Levico per raggiungere Treviso, passando per le Rsa presenti lungo il percorso. E’ stata un’esperienza di due giorni che mi ha cambiato la vita. In quel periodo Mattia stava cercando di sviluppare il progetto della mobilità alternativa nel settore del turismo e condividendo idee ed aspirazioni siamo arrivati a Remoove''.

 

Questa società tutta italiana vuole sia progettare dei servizi fruibili da persone con bisogni speciali che fungere da anello di congiunzione fra una rete di servizi offerti dal terzo settore e la pubblica amministrazione. Nasce il dicembre scorso nell’Alto Garda, territorio d’origine di due dei tre fondatori. “Abbiamo pensato di cominciare da qui sia perché è il luogo in cui viviamo, sia perché c’è già un’attenzione particolare nei confronti dell’inclusività. Riscontriamo però l’assenza di una rete che metta in comunicazione tutte le esperienze inclusive presenti sul territorio al fine di consentirne l’accesso ai membri della comunità e al contempo di renderle elemento distintivo del prodotto turistico alto gardesano.

 

La partenza della start up è stata rallentata sul nascere dal coronavirus, ma i tre soci non si sono dati per vinti. Durante il lockdown hanno sondato il territorio trentino per capire quali fossero le criticità incontrate dalle persone con disabilità: “il problema principale riscontrato è stata l'impossibilità di mantenersi in contatto con gli operatori e vivere il territorio, ad esempio le persone autistiche hanno rischiato di veder sfumare anni di progressi e di lavoro in pochi mesi”.

 

Per questo motivo Remoove aveva contattato la Provincia e le amministrazioni comunali dei principali comuni del Trentino, mettendo a disposizione a titolo gratuito i propri mezzi per permettere alle persone in difficoltà di uscire di casa e muoversi, in comodità e sicurezza. ''Remoove è una società di consulenza, progettazione di servizi e comunicazione - prosegue Tomasoni -, focalizzata su due ambiti: mobilità e turismo. Abbiamo delle biciclette elettriche del gruppo olandese Van Raam, che assicurano l’esperienza della ciclabilità per tutti. Questi mezzi sono pensati per consentire di vivere la ciclabilità indipendentemente da disabilità motoria, sensoriale o cognitiva''.

 

“Vogliamo farsì che i prodotti turistici vengano aggiornati in chiave inclusiva - afferma il Ceo di Remoove - in Europa sono 130 milioni le persone con 'access needs' e in Italia è un tema fino ad ora trattato in maniera destrutturata. L’obiettivo non è creare un’offerta dedicata alle persone con disabilità, bensì rendere inclusivi, quindi fruibili in maniera più ampia possibile i servizi presenti sul territorio”. A tale scopo Remoove propone consulenza e formazione alle strutture turistiche: “E' importante - conclude Tomasoni - da un lato fare un sopralluogo delle strutture e svolgere un’analisi per capire come si può migliorare la vivibilità degli spazi e dall’altro preparare il personale di negozi, bar, ristoranti e hotel ad interagire correttamente con il cliente, indipendentemente dalla sua condizione”. 

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