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Coronavirus, il New York Times elogia l'Italia: “Da epicentro dell’incubo covid-19 a modello che dà una lezione agli altri Paesi”

Nel lungo articolo pubblicato sul giornale statunitense, l’inviato a Roma Jason Horowitz analizza la risposta italiana all’emergenza coronavirus, mettendone in luce i meriti e guardando ai fallimenti degli Stati Uniti

Di Claudia Schergna - 01 agosto 2020 - 18:58

TRENTO. “Dopo un inizio accidentato, il Paese è passato dall’essere un emarginato globale all’essere un modello - sebbene imperfetto - di contenimento virale, che dà una lezione ai Paesi vicini e agli Stati Uniti”, con queste parole l’inviato a Roma del New York Times, Jason Horowitz, ha elogiato l’Italia.

 

Il giornale statunitense racconta che, quando i contagi di coronavirus sono esplosi in Italia, il Bel Paese è subito diventato, agli occhi degli americani e della maggior parte degli europei, uno Stato dal quale stare alla larga a tutti i costi. “Guardate cosa sta succedendo in Italia - diceva infatti il Presidente Donald Trump durante una conferenza stampa il 17 Marzo - noi non vogliamo finire in una posizione del genere”.

 

Anche l’avversario democratico del Presidente degli Stati Uniti ha usato il caso italiano per rafforzare la sua campagna elettorale, in vista delle presidenziali: le immagini degli ospedali italiani sovraccarichi di pazienti hanno fornito un pretesto per opporsi al dibattito intorno alla sanità pubblica: “In Italia non sta funzionando” è infatti quanto affermava.

Facendo un balzo in avanti nel tempo, il quadro appare ribaltato. Dopo quattro mesi l’Italia, che era stata emarginata e accusata di limitare la libertà individuale e attuare un lockdown troppo serrato, si sta lentamente rialzando (non senza intoppi o ricadute) mentre i Paesi che avevano attaccato più ferocemente le sue politiche per il contenimento del virus o che guardavano compiaciuti al nostro Paese, si trovano ora a doversi ricredere e a fare i conti con migliaia di morti giornaliere.

 

Gli Stati Uniti hanno allo stesso tempo il più alto indice di contagi al mondo, con 153.855 morti, più di 4 milioni e mezzo di contagiati, ed un presidente che ha indossato la mascherina per la prima volta dall’inizio della pandemia, il 12 luglio.

 

“Ogni anno perdiamo migliaia di persone per via dell’influenza, ma non abbiamo mai bloccato il paese per questo” dichiarava il Presidente Trump facendo riferimento alle eccessive limitazioni imposte in Italia. Gli Stati Uniti vedono 30 mila nuove infezioni al giorno ed un preoccupante indice di crescita del 15% dei casi in sole due settimane.

 

Anche il premier britannico Boris Johnson, che sembrava rifarsi al modello Trump, ha dovuto ricredersi. Sembrava che nemmeno contrarre il virus in prima persona ed essere ricoverato in terapia intensiva avessero influito sulla sua idea di contenimento del virus, la cosiddetta “immunità di gregge”. Non volendo seguire l’esempio Italiano, il Primo Ministro britannico aveva optato per un un lockdown meno restrittivo e senza imposizioni e controlli da parte delle forze dell’ordine.

 

Il Regno Unito oggi sembrerebbe però pronto a fare un passo indietro, stando alle dichiarazioni di Johnson, che ieri ha annunciato la posticipazione delle misure di allentamento del lockdown: “Non resterò qui a guardare, lasciando che il virus minacci di causare ulteriore dolore e ulteriori perdite nel nostro Paese”, ha dichiarato di fronte ai giornalisti. Nel Regno Unito sono stati riscontrati 771 nuovi casi solo nella giornata di sabato 1 Agosto.

 

In Italia il numero di casi si avvicina sempre più allo zero, sebbene con qualche rialzo, ed è oggi uno dei Paesi con meno contagi in Europa e nel mondo. Il New York Times ha intervistato Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione del Ministero della salute, che si dice ottimista nonostante sia consapevole che i casi potrebbero aumentare da un momento all’altro.

 

Il governo italiano - scrive Horowitz - si è sempre fatto guidare da comitati tecnico-scientifici. Medici locali e ospedali hanno raccolto più di 20 indicatori giornalieri da comunicare alle autorità regionali che poi li hanno passati al ministero della salute c’è stata una netta evoluzione dallo stato di panico, vicino al collasso, nel quale si trovava l’Italia all’inizio di marzo”.

 

Il New York Times ha inoltre elogiato la decisione del governo Conte di prorogare lo stato di emergenza fino al 15 ottobre, in quanto il virus è ancora in circolazione. Un merito che il giornale statunitense riconosce alla classe politica italiana è la prontezza nel mettere la salute dei cittadini indiscutibilmente davanti all’economia del Paese, una lezione che molti altri Stati dovrebbero imparare.

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