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Il lato positivo della didattica online: foto e disegni per ringraziare chi è stato in prima linea contro l’epidemia

Un progetto didattico-artistico per valorizzare le buone pratiche della scuola e ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in prima linea durante l’epidemia. Un percorso che ha coinvolto 9 istituti e 12 scuole provenienti da Italia, Stati Uniti e Svizzera per un totale di 17 insegnanti, 24 classi e quasi 450 studenti

Di Tiziano Grottolo - 09 giugno 2020 - 11:10

ROVERETO. La didattica a distanza per valorizzare le buone pratiche della scuola e la creazione di un messaggio di solidarietà per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in prima linea durante l’epidemia, questo in sintesi il progetto ideato da due insegnanti della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo Alta Vallagarina. Così Elzbieta Banasiak che insegna arte e immagine e Alessia Capozzi di tecnologia, con la collaborazione dei colleghi Paolo Castronovo, e Martina Marchetto insegnanti di italiano e Loredana Ferrari (Religione) si sono attivati in prima battuta per lanciare il progetto “La vista dalla mia finestra”, nato durante il periodo del lockdown, quando l’esigenza ha richiesto ai docenti di adattarsi alla modalità didattica a distanza.

 

Grazie al passaparola il progetto è cresciuto fino a coinvolgere molti istituti non solo in Italia ma anche all’estero: un modo originale per aiutare gli alunni ad esprimere le proprie emozioni e i propri desideri, attraverso un disegno che ha richiesto l’applicazione di competenze di storia dell’arte e di disegno tecnico e un breve componimento letterario, traendo ispirazione dalla vista dalla finestra della propria abitazione, dove sono stati costretti a vivere per contrastare l'epidemia. Una volta raccolti gli elaborati sono stati inviati a varie istituzioni, per esprimere un messaggio di solidarietà, di ringraziamento e di incoraggiamento ai tanti medici, infermieri, farmacisti, operatori delle forze dell’ordine, volontari della protezione civile, esercenti e commessi, che hanno fronteggiato quotidianamente il coronavirus.

 

 

“La finestra – spiegano le insegnanti – è stata intesa dai ragazzi non solo come semplice elemento architettonico, ma come un mezzo simbolico, attraverso il quale potersi aprire nuovamente al mondo, interagendo con la realtà esterna”. Per gli alunni, infatti, guardare dalla finestra o posizionarsi davanti allo schermo del proprio computer sono stati gli unici modi per riconnettersi con il mondo esterno. Come anticipato il progetto, nato nell'Istituto Comprensivo Alta Vallagarina, ha trovato ben presto la condivisione di altre scuole, non solo italiane, ma anche statunitensi e svizzere per un totale di 9 istituti, 12 scuole, 17 insegnanti, 24 classi e quasi 450 studenti.

 

 

“Ognuno ha interpretato ‘La vista dalla mia finestra’ come ha preferito – proseguono le insegnanti – con disegni, fotografie, video o pensieri scritti. Il lavoro didattico, le emozioni e i desideri di tutti gli studenti partecipanti al progetto, sono stati raccolti e pubblicati sul sito web realizzato dalle insegnanti dell’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina”. Un sito che è diventato non solo una vetrina dove esporre gli elaborati degli studenti “ma soprattutto– spiegano le ideatrici Elzbieta Banasiak e Alessia Capozzi – il risultato finale di un percorso formativo e professionale comune, concretizzatosi nella condivisione di pensieri, idee e collaborazioni attive tra docenti e alunni”.

 

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