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I futuri insegnanti dell'Unibz lanciano "ripARTiamo" per i bambini di tutta la regione: "Facciamo loro riscoprire il senso di unione che emerge a lavorare insieme anche se distanti''

Un progetto per tutte le scuole (italiane, tedesche e ladine) dell'infanzia e primarie del Trentino - Alto Adige che vuole stimolare la fantasia e la collaborazione nella realizzazione di un obiettivo comune. I lavori prodotti dalle classi saranno poi esposti in diversi musei della regione, tra cui le Gallerie di Piedicastello di Trento

Di Lucia Brunello - 07 maggio 2020 - 17:38

BRESSANONE. Gli studenti, studentesse e dottorandi della facoltà di Scienze della Formazione Primaria della Libera Università di Bolzano, in qualità di futuri insegnanti, durante questo periodo di lockdown hanno dato vita ad una bellissima proposta nata dalla riflessione che l’Università, ora più che mai, dovesse essere luogo di ricerca a servizio delle scuole, che ora stanno affrontando la grande sfida dell’insegnamento online.

 

Il progetto si chiama "ripARTiamo" e mira a realizzare un ponte tra il presente (virtuale) dei bambini e delle bambine e il futuro (in presenza) attraverso la realizzazione di diversi artefatti ed è stato pensato per le scuole italiane, tedesche e ladine dell’infanzia e primarie di tutto il Trentino - Alto Adige.

 

A raccontarci con entusiasmo il progetto è Francesca Gobber, studentessa universitaria al 5° anno di Scienze della Formazione: “RipARTiamo nasce dalla riflessione di noi studenti su quelli che sono gli attuali bisogni di insegnanti e alunni, e ci siamo resi conto che la necessità vera non è tanto quella di mettere a disposizione materiali e contenuti, visto che di questi ce ne sono già in abbondanza. Ciò che premeva, era cercare di offrire uno strumento che potesse valorizzare i fondamentali aspetti di emotività e affettività e inoltre permettere ai bambini di riscoprire il senso di unione di idee e capacità che emerge lavorando ad un obiettivo comune, anche se a distanza”.

 

Gli insegnanti potranno scegliere liberamente una o più delle 4 tracce proposte (eccole qui) e poi proporle ai propri alunni. Da queste, si partirà poi con la creazione degli artefatti, a cui non verrà messo alcun limite alla fantasia. Si potrà infatti produrre un video, un testo collettivo, una storia raccontata a più voci o anche un insieme di più fotografie… Tante sono le idee e tante le possibilità!

 

“Abbiamo basato il progetto sul criterio che questo dovesse essere il più aperto possibile, ossia che desse possibilità agli insegnanti di adattare la proposta ai propri alunni. Le tracce sono 4 e ruotano intorno ad altrettanti ambiti tematici con canali espressivi molto diversi tra loro: musica, movimento, scrittura e natura”.

 

Un progetto che si focalizza sul permettere agli alunni di esprimere i propri pensieri ed emozioni, “senza però fargli parlare di emozioni” come ci spiega Francesca. “Le attività da noi proposte aiuteranno gli alunni ad esprimersi emotivamente con spontaneità. Facendo altrimenti, il rischio è che il bambino si blocchi, rispondendo solo ciò che pensa l’adulto voglia sentirsi dire”.

 

"Una volta che le classi avranno prodotto i loro artefatti, potranno poi condividere un momenti di ritrovo dal vivo. E infatti il progetto si basa proprio su questo: creare un ponte tra il presente virtuale dei bambini e il futuro in presenza. Noi speriamo che per l'autunno, questo sarà possibile", continua la studentessa.

 

I principali musei del Trentino - Alto Adige si sono già resi disponibili per condividere i lavori delle classi e, quando sarà di nuovo possibile, ospitare l’incontro degli alunni dal vivo. Tra questi ci sono le Gallerie di Piedicastello di Trento, dove verrà allestita una mostra con esposizione degli artefatti.

 

Ciò che invitiamo i bambini a fare, unendo le loro idee e capacità per un progetto comune, anche se distanti, è proprio quello che io e i miei colleghi universitari abbiamo fatto per sviluppare il progetto. E' stato infatti creato durante questo periodo di quarantena, e perciò ognuno di noi ha messo a disposizione le proprie potenzialità da casa propria". E poi, conclude Francesca: "proprio come i giovani alunni, anche noi studenti universitari speriamo di rivederci presto dal vivo, magari proprio in occasione dell'esposizione dei progetti realizzati per ripARTiamo!”.

 

RipARTiamo ha anche un video di spiegazione realizzato dagli studenti che si sono impegnati nella sua creazione, disponibile per la visione cliccando qui.

 

Le scadenze indicative fissate sono il 17 maggio 2020 per l'invio del modulo di adesione, il 30 maggio per l'invio della scheda di progettazione e il 30 giugno degli artefatti finiti. Gli organizzatori del progetto, però, comunicano flessibilità per quanto riguarda le prime due date, mentre, per quanto riguarda l'invio del progetto, c'è possibilità di proroga anche a tutto il periodo estivo. Per maggiori informazioni sulle scadenze cliccare qui.

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