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La Locanda Margon riparte dopo il lockdown, chef Fumagalli: ''La chiusura? Abbiamo creato un orto con oltre 60 varietà di erbe e piante. Il segreto è la qualità''

Il ristorante esce così dal lockdown e riprende a pieno ritmo la propria attività. Chef Fumagalli: "Il periodo non è certamente facile ma la voglia dei clienti è quella di ritornare nei ristoranti. Siamo fiduciosi e credo che la nostra proposta parta un po' avvantaggiata in quanto tutto viene curato nei minimi dettagli"

Di Luca Andreazza - 26 giugno 2020 - 21:21

TRENTO. "Abbiamo approfittato della chiusura forzata per affinare le tecniche e per aumentare la qualità", queste le parole di Edoardo Fumagalli, chef della Locanda Margon, che aggiunge: "Ora disponiamo di oltre 60 varietà tra erbe e fiori coltivati praticamente fuori dalla porta".

 

Il ristorante esce così dal lockdown per l'emergenza coronavirus e riprende a pieno ritmo la propria attività. "Il periodo non è certamente facile - prosegue Fumagalli - ma la voglia dei clienti è quella di ritornare nei ristoranti. Siamo fiduciosi e credo che la nostra proposta parta un po' avvantaggiata in quanto tutto viene curato nei minimi dettagli e siamo particolarmente attenti a rispettare le indicazioni, quali il distanziamento fisico".

La Locanda Margon e chef Fumagalli riparto tra ottimismo e qualità per continuare il percorso impostato dalla famiglia Lunelli. "La clientela fidelizzata continua a frequentarci con entusiasmo - continua - ma nuove persone si affacciano per scoprire le nostre proposte. Abbiamo attenzioni particolare per garantire la massima sicurezza e contemporaneamente però trascorrere dei momenti sereni e conviviali". 

 

Il ristorante del Gruppo Lunelli prosegue nel solco di eleganza e qualità, ricerca e legame con il territorio. Da qui la scelta di approfittare delle restrizioni per coltivare un orto e ricavare così erbe e fiori tra erba cipollina e prezzemolo, stevia e ruta, begonie, bocche di leone e alisso da utilizzare per i piatti. "Questo a testimonianza di una ricerca oltre misura di ingredienti e prodotti raffinati che poi elaboriamo con esperienza e tanta tecnica", evidenzia Fumagalli.

Ci sono i "signature dish", ma l'estate ai tempi di Covid-19 si caratterizza per la costante ricerca di novità elaborate. "Freschi e creativi che rientrano nella nostra filosofia alla base dei menù 'Naturale cognizione'. La natura è importante e fondamentale, anche in cucina quando si elaborano i piatti. La decisione di sviluppare un orto - dice lo chef - aiuta a provare piatti nuovi, migliorare quelli tradizionale e utilizzare sempre prodotti di altissima qualità: un mix vincente".  

 

Niente barriere in plexiglas o stravolgimenti estetici, soprattutto prosegue una sfida enogastronomica decisamente d’alto livello. "Un'ampiezza di prodotti che garantisce di poter sperimentare. La nostra esperienza e tecnica poi nel manipolare e cuocere gli alimenti ci permette di valorizzare i piatti. In questo periodo è molto apprezzato il coregone dei laghi dolomitici e l'arrosto, mentre la verdura principe è il pomodorino, però non si deve dimenticare la zucchina. Seguiamo comunque tutto il percorso della stagionalità, quindi spazio a ciliegie o zucchine. In linea generale ogni prodotto di qualità è il benvenuto nel nostro menù", conclude Fumagalli.

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