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"La nostra leggerezza può avere conseguenze drammatiche". L'arcivescovo Tisi lancia l'appello al rispetto delle norme anti-Covid

L'arcivescovo di Trento Lauro Tisi, riunito in streaming con i giovani trentini per un percorso biblico, ha esortato al rispetto delle regole per evitare che i comportamenti scorretti possano pesare sulle persone più fragili e su chi ogni giorno cura i malati nelle corsie d'ospedale

Pubblicato il - 14 novembre 2020 - 10:15

TRENTO. “Mentre penso agli ammalati e a quanti hanno perso la vita, mi rivolgo anzitutto a voi affinché sentiate che distanziamento e mascherina sono strumenti per tutelare la salute di tutti, un atto di grande amore per gli altri. Dobbiamo essere tutti consapevoli che la nostra leggerezza su questo terreno può causare conseguenze per le persone più fragili”. Sono queste le parole con cui l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha ammonito i giovani collegati giovedì 12 novembre in streaming nell’appuntamento mensile di “Passi di Vangelo”, percorso biblico settimanale che comprende una volta al mese, appunto, un incontro con il vicario trentino.

 

L’appello al senso di responsabilità ha quindi caratterizzato l’intervento di Tisi, in un quadro provinciale che si caratterizza sempre più per una diffusione endemica della pandemia. Il contagio, nondimeno, colpisce duramente anche la vita delle comunità parrocchiali sul territorio diocesano, tra laici e preti bloccati in quarantena e numerosi decessi fra i religiosi come fra i fedeli (nell’ultima settimana i decessi fra i sacerdoti sono stati ben 5).

 

Per questo il pensiero di don Lauro è andato a chi soffre più di tutti le conseguenze della nuova ondata pandemica. “Pensiamo a chi se ne va senza il conforto dei propri cari, non dimenticando chi rischia di veder allontanarsi nel tempo le necessarie terapie, perché l’emergenza non consente una normale attività ospedaliera”. Altre parole sono poi state spese a favore degli “operatori sanitari che stanno per ore sotto maschere opprimenti e spesso non tornano a casa per non contagiare i familiari. La nostra distrazione può provocare molta sofferenza e addirittura morte. Se qualcuno dice che è tutta una bufala, i fatti attestano ben altro”.

 

La soluzione per l’arcivescovo viene così indicata nella riscoperta della preghiera personale e familiare. “Vi invito a ritrovare la forza della preghiera – ha proseguito – regalarvi momenti di silenzio e di meditazione con al centro la Parola di Dio, linfa vitale per la nostra fede”. Di fronte alla possibilità di veder negata la partecipazione fisica all’eucarestia, Tisi ha esortato ad un utilizzo creativo degli strumenti comunicativi, così come avvenuto in primavera, quando le chiese vennero chiuse.

 

Non solo per vivere insieme, anche a distanza, il momento liturgico – ha sottolineato l’arcivescovo – ma per sperimentare ogni modalità che ci consenta di tenere vive le nostre relazioni, all’interno della famiglia e nella comunità più ampia, favorendo in particolare il dialogo tra giovani e anziani – quanto può scaldare il cuore una telefonata tra nipoti e nonni! – ma anche momenti di formazione e di confronto. Tutto questo può aiutarci a rielaborare comunitariamente quanto sta accadendo e scongiurare che questa ulteriore fase di paura, incertezza e stanchezza porti alla deriva dello sconforto e della rabbia. Sarebbe un dramma”.

 

A partire da domenica prossima, 15 novembre (Festa della Dedicazione della Cattedrale e Giornata dei Poveri), riprenderanno le celebrazioni domenicali dalla Cattedrale trasmesse in diretta alle 10 su Telepace Trento (canale 601) e in streaming sui portali diocesani e sulla pagina facebook di Vita Trentina.

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