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La Provincia di Bolzano stanzia 10 milioni per i premi a 6000 operatori coinvolti nell'emergenza. Hofer (Cgil): "Buone somme, se le meritano"

La Provincia di Bolzano, con due delibere firmate 2 settembre 2020, ha dato il via libera all'erogazione dei premi per operatori sanitari e del sociale impegnati in prima linea nell'affrontare l'emergenza sanitaria. Divisi in tre fasce, i lavoratori coinvolti prenderanno dai 1800 euro ai 750. Esclusi i dirigenti. La segretaria della funzione pubblica Cgil Angelika Hofer: "Buon premio"

Di Davide Leveghi - 02 settembre 2020 - 20:09

BOLZANO. Approvato l'assestamento di bilancio, in provincia di Bolzano è arrivato il tempo di retribuire gli operatori impegnati in prima linea nell'affrontare l'emergenza sanitaria. Con una delibera decisa nella giornata di mercoledì 2 settembre dalla Giunta a trazione Svp, nelle prossime settimane Azienda sanitaria, residenze per anziani e Servizi sociali delegati dovrebbero essere in grado di erogare 10 milioni di euro suddividendoli per oltre 6000 operatori.

 

La possibilità di concedere un bonus agli operatori del sociale e d'ambito sanitario era stato previsto già nella legge provinciale numero 3 del maggio scorso. Ora, con due delibere, dettagli e presupposti per l'erogazione sono stati stabiliti, dando il via libera definitivo. “Si tratta di un segno di stima – ha commentato l'assessore alla Salute Thomas Widmann – un piccolo riconoscimento che non ha la pretesa di compensare ciò che è stato fatto. I collaboratori coinvolti hanno svolto, sotto un'enorme pressione, un lavoro incredibile”. “Trasformiamo in ringraziamento un riconoscimento concreto – ha aggiunto l'assessora alle politiche sociale e vicepresidente della Provincia Waltraud Deeg – eroghiamo così un premio speciale che si colloca al di sopra della media europea”.

 

Sostenuti dagli enti preposti e dai sindacati di settore, i bonus consisteranno per quanto riguarda il settore sociale in 5 milioni da dividere per due terzi ai collaboratori delle residenze per anziani (3,3 milioni di euro) e per il restante terzo a quelli dei servizi sociali, che durante la pandemia hanno temporaneamente svolto il proprio lavoro in altri ambiti o settori a contatto con il Coronavirus.

 

I premi ammontano a un importo lordo di 1800 euro per i collaboratori che sono entrati in contatto diretto con il virus o hanno svolto l'assistenza dei malati affetti dal Covid-19, mentre saranno 1200, sempre lordi, quelli concessi a chi ha avuto contatto indiretto con persone positive o malate. In alternativa, i dipendenti potranno usufruire di un congedo straordinario speciale di un massimo di 5 giorni entro il 2021.

 

Diversa la situazione per gli operatori sanitari: in questo caso, i 5 milioni stanziati andranno ad essere divisi in 1750 euro ai collaboratori del settore clinico che hanno operato negli ambiti intensivi Covid (come nei reparti di terapia intensiva o in pronto soccorso), 1250 per il personale impegnato in altri reparti (pre-triage, stazioni Covid, microbiologia, servizi d'igiene, laboratorio virologia, infermieri a domicilio e che hanno effettuato i tamponi) e infine a 750 euro per il personale di tutti gli altri ambiti sanitari nei quali c'è un maggiore impegno lavorativo (controlli alle entrate, servizi di approvvigionamento, personale addetto alla sterilizzazione, farmacisti, tecnici di medicina, collaboratori dell'economato).

 

A godere del maggiore premio saranno 465 persone, 1730 per quello da 1250 euro e 969 per quello da 750, per un totale di 3200 collaboratori dell'Azienda sanitaria. Anche in questo caso, in alternativa al bonus, gli operatori sanitari potranno ricevere un congedo straordinario speciale di 10 giorni da effettuare sempre entro la fine del 2021.

 

 

Anche se non possiamo parlare di confronto con i sindacati siamo soddisfatti del premio concesso – dichiara la segretaria per la funzione pubblica della Cgil altoatesina Angelika Hoferancora a aprile, quando è uscito il decreto che stabiliva la concessione di bonus agli operatori sanitari, avevamo fatto le nostre proposte alla Provincia. Proponevamo tre fasce, proposta poi accolta, in diversi ambiti lavorativi, visto che il virus non si ferma davanti al profilo professionale. Abbiamo proposto anche la possibilità di ottenere in alternativa un congedo, questione anch'essa accolta ma su cui abbiamo avuto silenzio per settimane da parte della Provincia”.

 

“Chiamati in videoconferenza dopo qualche tempo – continua – la Provincia ci ha dato una risposta accogliendo alcune delle nostre richieste. Più che un confronto è stata una scelta dei nostri punti. Saremmo voluti essere coinvolti di più, ma dall'altra parte è anche giusto che siano i dirigenti a prendersi certe responsabilità”.

 

Esclusi dal premio (nel vicino Trentino aveva fatto discutere il lauto compenso attribuito in fase emergenziale al capo della task force Giancarlo Ruscitti), i dirigenti avranno infatti la responsabilità di decidere come suddividerli tra i singoli operatori. “Sono d'accordo sulla scelta di non prenderli in considerazione per il bonus – commenta Hofer – ci sta che chi, come i collaboratori, prende meno, abbia un riconoscimento tangibile in busta paga”.

 

Definito da Deeg come “un premio speciale che si colloca al di sopra della media europea”, quello deliberato dalla Provincia di Bolzano nei confronti degli operatori coinvolti in prima linea nella lotta al Covid trova in conclusione i sindacati soddisfatti. “Non so se è il premio più importante d'Europa – conclude – ma secondo noi è un buon premio. Queste persone erano davvero in mezzo al caos. Lo hanno vissuto e hanno lasciato tantissimo. Quindi se lo meritano”.

 

In Trentino la questione bonus sanitari aveva creato non pochi attriti tra la Giunta e i sindacati di settore, decisamente arrabbiati dopo che la prima, a fronte delle promesse di massicci fondi, le aveva prontamente disattese, concedendo meno di quanto inizialmente annunciato.

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