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“L’influenza si accanisce sui vaccinati? Una vecchia fake news”. Apss: “Abbiamo comprato più del doppio dei vaccini antinfluenzali utilizzati lo scorso anno”

Con l’inizio della campagna vaccinale antinfluenzale è rispuntata anche una fake news di due anni fa, ma Apss rassicura: “Affermazioni palesemente infondate”. Ecco perché il vaccino contro l’influenza servirà a combattere pure il Covid: “La compresenza dei due virus potrebbe debilitare il sistema immunitario e il coronavirus potrebbe avere effetti peggiori”

Di Tiziano Grottolo - 26 ottobre 2020 - 11:08

TRENTO. La campagna di vaccinazione antinfluenzale è ufficialmente partita. L’obiettivo dichiarato è quello di fornire uno strumento in più nella lotta contro il coronavirus: È importante distinguere fra Covid o influenza”, ha sottolineato Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione di Apss. Con l’avvio della campagna vaccinale però, puntuali come un orologio svizzero, sono rispuntate vecchie fake news e teorie del complotto. Una di queste prende spunto da un articolo del 2018 pubblicato da un quotidiano locale e ripreso anche dalla stampa nazionale. Nell’articolo si citava un medico di base roveretano che sosteneva come fra i suoi pazienti vaccinati contro l’influenza circa l’80% si fosse comunque ammalato. Una notizia che in questi giorni è tornata a circolare su alcuni profili social no-vax.

 

La replica di Apss, oggi come allora non cambia: “L’affermazione che l’80% dei soggetti vaccinati si è già ammalata di influenza, oltre che inattendibile sul piano numerico, risulta priva di plausibilità anche sul piano biologico. Infatti, anche qualora si ponesse l’ipotesi di una perdita di efficacia del vaccino, per esempio per una repentina e imprevedibile variazione immunologica dei virus influenzali circolanti, l’effetto atteso sarebbe quello che la proporzione di malati tra i vaccinati si avvicini a quella registrata nelle persone non vaccinate, non certamente l’aumento di rischio di malattia rispetto ai non vaccinati”.

 

Per l’Azienda sanitaria dunque “le informazioni, i numeri e le considerazioni tratte nell’articolo (oggi ricondiviso) sono palesemente infondate. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ribadisce che la vaccinazione antinfluenzale è importante, salva vite umane ed è efficace a ridurre il rischio di malattia, di ospedalizzazione e di morte per influenza. Il vaccino è sicuro – aggiunge Apss – ben tollerato e solo raramente provoca effetti collaterali severi. Inoltre, dal momento che il vaccino non contiene virus vivi, non può causare la malattia e diventa efficace dopo circa due settimane dalla somministrazione”.

 

Fermo restando che, come sottolineato da direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo, “anche l’influenza può dare origine a delle complicazioni, soprattutto se ci sono patologie pregresse”, la vaccinazione rappresenta una di quelle misure di sanità pubblica sempre valide. Lo slogan della campagna antinfluenzale sostiene che “vaccinarsi è importante, quest’anno ancora di più”, il perché lo spiega Ferro: “Per il momento non è ancora stata dimostrata un’efficacia diretta della vaccinazione antinfluenzale nei confronti del Covid, ma la compresenza dei due virus potrebbe debilitare il sistema immunitario e il coronavirus potrebbe avere effetti peggiori”. In altre parole il Covid aggredisce con più facilità un sistema immunitario già debilitato, magari proprio da un’influenza di stagione.

 

Dopodiché ci sono le implicazioni sia dal punto di vista sanitario che “gestionale” che sono diverse. Banalmente in caso di un alunno positivo al coronavirus potrebbe rendersi necessario mettere in quarantena un’intera classe, mentre ciò non avviene in caso di influenza. In vista dell’inverno inoltre, è importante alleggerire al massimo il lavoro degli operatori sanitari nella diagnosi differenziata. Vaccinandosi contro l’influenza si aumentano le possibilità di riconoscere in tempo i casi di coronavirus. Influenza e Covid-19 hanno infatti sintomi molto simili, chi è vaccinato evita di ammalarsi di influenza e semplifica la diagnosi della malattia da coronavirus.

 

Proprio per questo l’Azienda sanitaria ha messo in piedi un notevole sforzo sia per quanto l’accaparramento delle dosi vaccinali che per la futura distribuzione (QUI i dettagli). “Quest’anno abbiamo comprato più del doppio dei vaccini antinfluenzali utilizzati lo scorso anno”, ha specificato Benetollo. I numeri li fornisce il direttore del Dipartimento di prevenzione: “Attualmente abbiamo circa 170mila dosi a disposizione e abbiamo fissato i nostri target”. Quest’anno ad esempio il limite d’età per la vaccinazione gratuita è stato abbassato da 65 a 60 anni:Nella fascia d’età l’obiettivo è raggiungere il 75% della copertura”. C’è poi una platea di circa 30mila persone che fanno parte delle categorie a rischio: qui si mira ad arrivare almeno al 50% della copertura. Discorso simile per i bambini tra i 6 mesi e 6 anni, anche qui si punta ad arrivare almeno alla metà della copertura. I bambini sono “osservati speciali” perché dal punto di vista epidemiologico rappresentano una miccia per l’innesco dell’epidemia.

 

Ferro risponde anche ai dubbi sollevati da uno studio della fondazione Gimbe e ripreso da alcuni quotidiani secondo cui la copertura vaccinale in Provincia di Trento non raggiungerebbe la soglia del 75% della popolazione attestandosi al 70,2%. “Un approccio sbagliato – dichiara il direttore del Dipartimento di prevenzione – perché l’importante, nei confronti dell’influenza, è tutelare le categorie a rischio, obiettivo che contiamo di raggiungere e proprio per questo ci stiamo muovendo in anticipo”.

 

Un concetto ribadito anche dall’assessora alla salute Stefania Segnana: “Con questa campagna vogliamo cercare di alleggerire al massimo il lavoro degli o operatori sanitari nella diagnosi differenziata”. Per farlo però la Pat si è di fatto aggiudicata praticamente tutte le dosi vaccinali disponibili: “Al momento – ha aggiunto Segnana – le dosi dei vaccini sono a disposizione solo di Apss e non delle farmacie. Che hanno chiesto dosi per categorie escluse. Stiamo lavorando per cercare di rispondere alla domanda delle farmacie, ma per adesso è inutile chiedere il vaccino a pagamento perché non è disponibile”. Infine per chi dovesse avere dei dubbi l’invito dell’assessora è quello di non cercare soluzioni fai da te su internet ma di rivolgersi al proprio medico di base o dal pediatra per ricevere le rassicurazioni del caso. “Puntiamo molto su questo vaccino – conclude Segnana – per sollevare Apss da dover affrontare sia il Covid che l’influenza stagionale”.

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