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L'ospitalità diffusa arriva in val di Cembra, il progetto Ospitar punta a valorizzare le seconde case con il turismo: ''Ogni euro investito ritorna moltiplicato per cinque''

Sono già 2 le case in affitto nel Comune di Altavalle, nonostante il difficile periodo causato dall'emergenza Covid-19; queste strutture sono riuscite a ospitare in tutta sicurezza i primi ospiti in val di Cembra. Non solo, il Comune e Cbs sono operativi per arrivare alla stagione estiva con nuove strutture a disposizione: altre 7 sono già pronte a partire. Una serata online per presentare il piano ai possibili operatori

Di Luca Andreazza - 26 dicembre 2020 - 12:21

ALTAVALLE. L'ospitalità diffusa e il progetto Ospitar continuano il proprio percorso di crescita e anche il Comune di Altavalle entra a far parte dei territori che si affidano a questa tipologia di turismo che permette di attrarre potenziali turisti, così come valorizzare e riqualificare il patrimonio delle seconde case, lasciate sfitte e spesso abbandonate.

 

Sono già 2 le case in affitto in quel di Altavalle, nonostante il difficile periodo causato dall'emergenza Covid-19; queste strutture sono riuscite a ospitare in tutta sicurezza i primi ospiti in val di Cembra. Non solo, il Comune e Cbs sono operativi per arrivare alla stagione estiva con nuove strutture a disposizione: altre 7 sono già pronte a partire.

 

Un progetto già avviato in diverse aree del Trentino, quali Cavareno, Tenna e Terragnolo, Luserna, Spormaggiore, Ville d'Anaunia e Calceranica, che prende sempre più piede e dai numeri interessanti. Un piano promosso dalla società benefit di Trento, la Community building solutions. In queste ore anche Altavalle entra a far parte di questo circuito e martedì 29 dicembre viene organizzata una serata online per raccontare il progetto, parlare di ospitalità diffusa e di incentivi alla ristrutturazione, così come dell’opportunità delle detrazioni fiscali (per partecipare bisogna inviare una mail a info@cbs.tn.it o chiamare il numero 0461 095196 - anche Whatsapp). 

 

"C'è un dato che dovrebbe far riflettere - dice Ruggero Zanettisocio responsabile del progetto Ospitar - ogni abitazione lasciata sfitta comporta un costo annuale di diverse migliaia di euro, una media stimata tra i 3 mila e i 4 mila euro all'anno. Un altro particolare: un immobile 'abbandonato' perde il proprio valore nel tempo per i mancati interventi di ristrutturazione. Per ogni comunità, non solo per i proprietari, diventa prioritario trovare una soluzione a questa situazione, ricorrere a tutti gli strumenti in grado di generare un reddito capace di coprire i costi e riqualificare, con interventi di ristrutturazione, intere parti del centro abitato".

 

I proprietari che aderiscono a Ospitar ricevono un ampio ventaglio di servizi: un supporto qualificato gratuito per seguire le fasi per la messa online sui portali di vendita e l'eventuale ristrutturazione ma anche, su richiesta, per la gestione delle prenotazioni successiva. A questo si aggiunge che Cbs intende promuovere le comunità e gli immobili con azioni mirate di web marketing.  

  

"In questo progetto - aggiunge Zanetti - il Comune è l’ente attivatore, mentre ai privati spetta il compito di sviluppo. Il compiuto di Cbs è quello di attivarsi con tutti i soggetti istituzionali del territorio per trovare delle formule di contribuzione di supporto. Negli altri paesi, dove Ospitar è partito, sono state valorizzate delle formule di collaborazione con le banche di credito cooperativo con il confezionamento di mutui agevolati per gli interventi di ristrutturazione e con le società di promozione turistica e con altre realtà, in primis le Comunità di valle. Il fine del progetto è la riqualificazione del patrimonio immobiliare e il turismo una leva fondamentale". 

 

Se si prendono in considerazione gli interventi già portati avanti negli altri Comuni, si è visto che per ogni euro investito c'è un ritorno di 5 euro. "Vengono attivate convenzioni con gli artigiani del paese per le ristrutturazioni, si avviano progetti di collaborazione con cooperative locali: si pensi in questo senso al tema delle pulizie delle case oppure alla gestione del flusso di prenotazioni. Si genera un flusso inatteso, fino a pochi mesi prima, di turisti che vivono la comunità non solo nella casa ma anche, per esempio, negli esercizi commerciali e nella ristorazione", conclude Tania Giovanniniresponsabile dell’azienda di consulenza Cbs-Community building solutions.

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