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Mobilitazione internazionale per la pace: ''E' un lavoro quotidiano, è un modo di vivere, pensare e di guardare il Mondo: una fatica che vale la pena''

La giornata è stata lanciata dal movimento pacifista statunitense dopo l’attacco del presidente Donald Trump all’Iran. Una manifestazione ripresa in 19 Paesi e rilanciata anche in Italia. Sono diverse le iniziative in programma promosse da un coordinamento di 335 organizzazioni in 40 città

Pubblicato il - 25 gennaio 2020 - 15:44

TRENTO. "Spegniamo la guerra, accendiamo la pace". Questo il messaggio della mobilitazione internazionale in programma per oggi, sabato 25 gennaio, per promuovere e sostenere la pace

 

La giornata è stata lanciata dal movimento pacifista statunitense dopo l’attacco del presidente Donald Trump all’Iran. Una manifestazione ripresa in 19 Paesi e rilanciata anche in Italia. Sono diverse le iniziative in programma promosse da un coordinamento di 335 organizzazioni in 40 città.

 

Bolzano è previsto tra le 16 e le 17 un presidio in piazza Walther con Pax Christi punto pace e il Centro per la pace del Comune, mentre alle 17. 30 al Centro per la Pace di Rovereto in via Vicenza 5 si tiene un aggiornamento sulla situazione in Medio oriente attraverso la proiezione di una video inchiesta.
 

Pubblichiamo in forma integrale una riflessione di Raffaele Crocco, presidente dell'associazione 46 Parallelo di Trento e coordinatore del progetto "Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo" (Qui info). 

 

E’ l’altruismo di chi rifiuta di sparare perché non vuole uccidere un altro essere umano.
E’ il coraggio di scappare perché si ha paura.
E’ il senso del dovere di chi diserta per evitare di diventare un assassino solo perché glielo ordinano.
E’ il senso di responsabilità di chi al combattimento preferisce la chiacchiera, allo scontro il confronto, ai problemi le soluzioni.
Dobbiamo rovesciare il mondo per fare la rivoluzione.
Dobbiamo far vedere, raccontare, far conoscere l’orrore della guerra, cancellarne il mito di bellezza e coraggio, annullare la stupidità ottusa dell’eroismo che troviamo in chi uccide altri esseri umani. Dobbiamo inventarci una nuova bellezza. Dobbiamo far diventare eroe che rifiuta la violenza, superando quella strana cosa che ci coglie – ad esempio – quando parliamo dei disertori. Pensateci: ci sono sempre un po’ antipatici, in fondo. Anche se siamo contro la guerra, loro – i disertori – sono quelli che scappano, che lasciano li gli altri a morire. Insomma: sono i vigliacchi.
Dobbiamo fare la rivoluzione per rovesciare il mondo.
Dobbiamo mettere al centro di ogni azione la costruzione della pace, costruendo una nuova mitologia, un nuovo senso del bello. Dobbiamo diventare pazienti, per costruire ogni giorno una nuova intelligenza, che ci faccia capire che la pace conviene, perché è la somma delle cose migliori della nostra storia umana: è la giustizia, il rispetto degli esseri umani e dei loro diritti, è la ricchezza meglio distribuita, l’ambiente difeso e vissuto in equilibrio.
Spegnere la guerra significa iniziare la costruzione della pace.
Solo iniziarla, non altro, perché la pace è fatta anche del silenzio delle armi, ma si crea con il rispetto dei diritti e degli esseri umani. La pace è un lavoro quotidiano, è un modo di vivere, pensare e di guardare il Mondo. La pace è una fatica che vale la pena per vivere bene.
Oggi, siamo in tanti, con questa giornata di mobilitazione, a dire “spegniamo la guerra e accendiamo la pace”. Siamo in tanti a voler fare questa fatica. Dobbiamo essere tanti, almeno gli stessi, anche domani.
E dopodomani. E poi ancora.

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