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Prodotti locali e tante verdure: Trento nella top 10 dei menù scolastici d'Italia post lockdown. "Proseguiamo nel nostro impegno"

Trento al quarto posto in Italia nella classifica delle migliori mense scolastiche post lockdown. È stata presentata da Foodinsider, osservatorio delle mense scolastiche, in collaborazione con Slow Food Italia, durante la presentazione del 5° Rating dei menù scolastici

Pubblicato il - 10 dicembre 2020 - 11:52

TRENTO. Le mense scolastiche che si occupano della gestione tra la Valle dei Laghi, la Valle di Cembra e il Territorio Val d’Adige rientrano nella top 10 d'Italia. È questa la classifica presentata da Foodinsider, osservatorio delle mense scolastiche, in collaborazione con Slow Food Italia, durante la presentazione del 5° Rating dei menù scolastici e dell’indagine sulla mensa post lockdown.

 

A premiare il menù trentino è Valter Longo, professore di Biogerontologia e direttore dell’Istituto sulla longevità a Usc (University of Southern California), Davis School of Gerontology di Los Angeles, il ricorso ai prodotti locali e la buona varietà di verdure che accompagnano i primi e secondi piatti, distinguendosi dalla maggior parte dei menù italiani che offrono ‘piatti vuoti’ ed eccedono in pasta e pizza.

 

L’esito dell’indagine, giunta ormai alla sua quinta edizione, è stata presentata on line martedì 10 novembre ed è stata anche l’occasione per parlare di come sia ripartita la mensa post-lockdown.

 

L’emergenza epidemiologica e la necessità di preservare la scuola da un altro lockdown hanno comportato un grosso lavoro di riorganizzazione del servizio coordinato dall’ufficio Istruzione della comunità della Valle dei Laghi (capofila della Gestione associata) e condotto in stretta collaborazione dai dirigenti degli Istituti comprensivi del territorio, dalle Amministrazioni comunali e dal fornitore Risto 3.

 

Il prestigioso risultato è che in nessun caso viene servito in classe il pasto in monoporzione termosigillata e solo il 12 per cento degli alunni e studenti (miglior dato a livello nazionale) consuma il pranzo in un locale diverso dalla mensa.

 

Tutti gli istituti hanno trovato, messo a disposizione e allestito spazi alternativi dedicati o dedicabili alla refezione scolastica, sono stati aumentati i turni, anche se purtroppo sono stati contestualmente ridimensionati i tempi per la consumazione del pasto, dovendo lasciare spazio alle operazioni di igienizzazione e aerazione, è stata aumentata la forza lavoro per far fronte ai maggiori carichi di pulizia e sanificazione tra i turni e per la distribuzione dei pasti presso i locali ed aule alternativi.

 

Un grosso sforzo anche a livello economico, che tuttavia non ha comportato una riduzione nella qualità del menù e del servizio e che la comunità ha ritenuto di non scaricare sulle famiglie, già colpite dalla crisi finanziaria conseguente all’emergenza epidemiologica. Con un provvedimento di inizio novembre infatti, il commissario della Comunità della Valle dei Laghi Attilio Comai ha disposto l’applicazione retroattiva della tariffa mensa agevolata per gli utenti che avevano presentato domanda di agevolazione tariffaria, con restituzione della somma eventualmente pagata in eccedenza.

 

Purtroppo la redistribuzione del servizio in spazi diversi ha comportato anche la necessità di ricorrere, in alcuni casi, all’utilizzo di stoviglie monouso e all’acqua in bottiglia, con un aumento dei costi ambientali, di cui spesso non si tiene conto, ma che in questa fase transitoria sono funzionali alla sicurezza e alla velocità di svolgimento del servizio.

 

Il prestigioso riconoscimento proveniente da Foodinsider ha premiato la sinergia col territorio, gli approvvigionamenti da filiera corta, le scelte di sostenibilità, “la collaborazione fattiva di questi anni - secondo Comai - elemento indispensabile per raggiungere buoni risultati”. E il Commissario conclude con una promessa: “proseguiamo nel nostro impegno”.

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