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Tutto pronto per l'inaugurazione dello Spazio Andreas Hofer. Attesi a Mantova i governatori dell'Euregio

Mercoledì 19 febbraio verrà inaugurato a Mantova lo "Spazio Andreas Hofer", museo sulla figura dell'oste passirese passato alla storia per aver guidato la rivolta anti-francese nelle valli tirolesi. Alla presenza di Arno Kompatscher, Maurizio Fugatti e Günther Platter (oltre che alcune autorità regionali, provinciali e comunali lombarde) si taglierà il nastro a 210 anni di distanza dalla fucilazione

Di Davide Leveghi - 18 febbraio 2020 - 18:28

TRENTO. Il conto alla rovescia sta giungendo al termine. Manca poco infatti all'apertura dello “Spazio Andreas Hofer”, una sorta di museo in ricordo dell'eroe tirolese protagonista dell'insorgenza anti-francese dell'aprile 1809 e fucilato a Mantova il 20 febbraio dell'anno successivo. L'esposizione, che conterà su tre sale dedicate alla biografia dell'oste di San Leonardo in Passiria, agli eventi della rivolta tirolese e alla carcerazione, verrà inaugurata mercoledì 19 febbraio alla presenza delle autorità cittadine e dell'Euregio.

 

Lo Spazio verrà ospitato nel quartiere di Cittadella, a Porta Giulia, dove Hofer fu fucilato 210 anni fa. Oltre 200 i pezzi che verranno esposti nella mostra, finanziata dal Comune della città lombarda e dall'Euregione che unisce i tre territori del Tirolo storico ma partita da un'idea degli Schützen tirolesi.

 

Le cerimonie prenderanno avvio alle 17 di mercoledì 19 febbraio 2020, mentre alle 15, al confine di Borghetto (chilometro 326 della statale del Brennero), i tre governatori di Tirolo (Günther Platter), Alto Adige/Südtirol (Arno Kompatscher) e Trentino (Maurizio Fugatti) apporranno un cartello bilingue di benvenuto dell'Euregio, rendendo visibili i confini dell'Euroregione come già fatto in diverse località tirolesi. Tali segnaletiche, inoltre, “accoglieranno” anche le lingue minoritarie, come ladino e cimbro, nelle località di Passo Vezzena e Passo San Pellegrino.

 

A Mantova, invece, si terranno le cerimonie ufficiali, partendo innanzitutto dal ricevimento tradizionale tirolese. Il tutto alla presenza dei governatori dell'Euregio, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli, del sindaco della città Mattia Palazzi e del presidente dell'associazione Porta Giulia-Hofer Paolo Predella, il quale illustrerà i contenuti.

 

Con la musica della banda di Bressanone, successivamente, ci si avvicinerà al taglio del nastro, previsto per le 18.15. La mostra sarà a quel punto visitabile, mentre in occasione dell'anniversario della morte, avvenuta come detto il 20 febbraio 1810, gli Schützen sfileranno per le vie di Mantova nei loro costumi tradizionali, commemorando così il processo e la fucilazione di Andreas Hofer da parte dei francesi.

 

La figura di Hofer avrà così un nuovo luogo di riferimento, uno spazio celebrativo di un mito nato dal romanticismo e declinato poi a seconda dei contesti. Andreas Hofer, ponendosi alla guida dei rivoltosi tirolesi, combatté in nome dei valori di “Dio, Imperatore e Patria” (“Gott, Kaiser und Vaterland”) scontrandosi contro i bavaresi alleati dei francesi.

 

Sepolto a Innsbruck dopo la trafugazione del corpo – i miti non prescindono mai dal culto del corpo, si pensi alla salma di Mussolini, “rapita” da un'anonima tomba del cimitero di Milano da un manipolo di neofascisti e tenuta nascosta per diversi anni allo Stato italiano, decisamente imbarazzato da quella “patata bollente” - Hofer si trasformerà in uno strumento simbolico pangermanista prima e anti-italiano poi.

 

Un aspetto, quest'ultimo, decisamente frutto di un'attribuzione postuma – Hofer visse per diversi periodi della sua vita nel Sudtirolo (l'allora Trentino), apprendendo l'italiano. Più aderente alla realtà, semmai, fu il carattere anti-liberale del mito, corrispondente alla scelta anti-illuministica e cattolico-conservatrice di cui l'oste passirese fu interprete nelle cattolicissime valli tirolesi.

 

Icona della lotta per la libertà del proprio popolo, al suo nome si legò pure la Resistenza sudtirolese antinazista - riunita appunto nell'Andreas Hofer Bund - che nella difficile realtà dell'occupazione tedesca dal settembre 1943 al maggio 1945, combatté separatamente da quella del Cln italiano contro l'oppressione nazifascista.

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