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Bolzano
28 gennaio | 13:12

"Benvenuti in Tirolo", alle fermate degli autobus altoatesine spuntano i manifesti olimpici degli Schützen: "Cultura e identità non dipendono dai confini attuali"

"Grüß Gott in Tirol", in occasione delle Olimpiadi affissioni a varie fermate dell'autobus del territorio altoatesino promosse dal Südtiroler Schützenbund in collaborazione con il Südtiroler Heimatbund (Shb): "Non è una provocazione, ma un invito al dialogo e al confronto con la storia del Tirolo"

(foto SSB/Richard Andergassen)
(foto SSB/Richard Andergassen)
di Redazione

BOLZANO. Le Olimpiadi si avvicinano e in attesa delle appassionanti gare da medaglia che vedranno come protagonisti gli atleti, per il momento a tenere banco sono le polemiche, di qualsiasi forma e genesi.

 

A far discutere questa volta è il fatto che da lunedì 26 gennaio 2026, in tutto l’Alto Adige sono affissi in numerose fermate degli autobus manifesti con la scritta "Grüß Gott in Tirol". 

 

L’iniziativa è promossa dal Südtiroler Schützenbund (Ssb) in collaborazione con il Südtiroler Heimatbund (Shb) e si rivolge consapevolmente agli ospiti provenienti da tutto il mondo.

 

"L’azione di affissioni - sottolineano le associazioni - non vuole essere una provocazione, ma un invito al dialogo e al confronto con la storia del Tirolo. Il saluto 'Grüß Gott in Tirol' è espressione di una cultura e di un’identità vissute, indipendentemente dagli attuali confini statali".

 

Tramite un codice Qr presente sui manifesti, gli interessati vengono indirizzati alla pagina informativa schuetzen.com/olympia, dove viene fornita una contestualizzazione storica, culturale e politica del Land Tirol – in particolare alla luce delle imminenti Olimpiadi invernali di Anterselva/Antholz.

 

"L’obiettivo dell’azione è accogliere amichevolmente gli ospiti e allo stesso tempo richiamare l’attenzione su una realtà storica che molti non conoscono: la parte meridionale del Tirolo fu annessa allo Stato italiano dopo la Prima guerra mondiale senza consultazione della popolazione. La popolazione di lingua tedesca e ladina fu in seguito sottoposta per decenni a oppressione, privazione di diritti e a una politica aggressiva di assimilazione. Solo nella seconda metà del XX secolo si riuscì a conquistare un’autonomia che rappresenta ancora oggi la base della convivenza", spiega Christoph Schmid, comandante provinciale del Südtiroler Schützenbund.

 

"Accogliamo calorosamente i nostri ospiti", sottolinea Roland Lang, presidente del Südtiroler Heimatbund. "Grandi eventi come le Olimpiadi rappresentano un'occasione di incontro, competizione sportiva, rispetto e comprensione. Che lo sport prevalga su ogni nazionalismo velenoso per la pace e diventi uno strumento efficace per unire le persone al di là di confini e culture".

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