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Un terzo delle famiglie non dispone di una connessione a banda larga, il digital divide italiano

Con l'aumento della didattica a distanza e dello smart working la connessione internet diventa un bene importantissimo. L'analisi della Coldiretti evidenzia una mancanza di questa risorsa, soprattutto nelle zone rurali, già fisicamente isolate

Di Mattia Sartori - 02 November 2020 - 10:49

TRENTO. Aumenta la didattica a distanza e con essa l'uso di internet. Diventa quindi sempre più importante per le famiglie avere a casa una buona connessione, peccato che non per tutti sia così. Secondo una recente indagine di Coldiretti infatti, solo due famiglie italiane su tre dispongono di una connessione a banda larga. Più precisamente il 76 per cento della popolazione dispone di una connessione internet, mentre solo il 74 per cento ha una connessione a banda larga. La situazione peggiora nelle campagne dove Coldiretti evidenzia una diminuzione di questa porzione di popolazione fino al 68 per cento nei comuni sotto i duemila abitanti.

 

“Facciamo i conti ogni giorno con insostenibili ritardi sulle infrastrutture telematiche ed è quindi strategico superare la divisione digitale che spezza il Paese fra zone servite dalla banda larga e altre invece no, fra città e campagne, per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. La disponibilità di un accesso a internet è fondamentale di questi tempi, non solo per continuare a lavorare e a studiare, ma anche per migliorare i collegamenti con queste zone, solitamente isolate, potenzialmente migliorando anche l'efficacia delle misure anti-Covid, in quanto i ragazzi non sarebbero più costretti ad affollare i trasporti pubblici per raggiungere centri più grandi.

 

Il pesante digital divide italiano va quindi colmato – sottolinea la Coldiretti – per poter utilizzare al meglio anche nelle campagne tutto il potenziale delle nuove tecnologie: dalla scuola on line ai corsi di aggiornamento a distanza fino all’agricoltura 4.0 per ottenere un incremento di produttività accompagnata dalla riduzione dei costi e a favore della sostenibilità ambientale ma anche cogliere le opportunità del turismo nelle aree interne e del commercio on line in questo momento di difficoltà. Dai droni che verificano in volo lo stato delle colture ai sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, dall’impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi, alla blockchain per la tracciabilità degli alimenti sono solo alcune delle innovazioni possibile con la digitalizzazione dei borghi italiani. Per questo Coldiretti ha siglato con Tim e Bonifiche Ferraresi un accordo per portare la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del Paese, accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy.

 

Le nuove tecnologie digitali – conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – sono uno strumento strategico per ripartire da un presente che deve fare i conti con l’emergenza coronavirus che ci sta mettendo a dura prova ma che ha fatto anche scoprire l’importanza dell’innovazione per un Paese come l’Italia che sconta pesanti ritardi rispetto agli altri partner europei”.

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