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Avio ricorda il partigiano Livio Cavazzani e le vittime dell’Olocausto: “Vogliamo costruire una memoria locale”

Il partigiano Livio Cavazzani morì a soli 22 anni nel campo di concentramento di Mauthausen, appena 20 giorni prima che lo stesso fosse liberato dalle truppe sovietiche. Con lui almeno altri 3 aviensi perirono nei campi in Germania. L’appello delle associazioni: “Chiediamo ai cittadini di condividere informazioni e notizie sui deportati”

A sinistra, Cavazzani Livio foto Laboratorio di Storia Ravereto. A destra un momento della manifestazione del 2020
Di T.G. - 29 gennaio 2021 - 11:23

AVIO. Domenica 31 gennaio, come ogni anno, ad Avio si terrà una commemorazione pin occasione della Giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto. Un evento organizzato nel rispetto delle disposizioni sanitarie vigenti da Anpi Rovereto-Vallagarina, Arci Avio-Ala, Collettivo 2 agosto e Associazione Senza Dominio che vedrà anche la presenza del sindaco Ivano Fracchetti. Alle 10.45 come da tradizione in Piazza Vittorio Emanuele sarà deposta una corona di fiori davanti al Monumento dei Caduti.

In questa occasione saranno ricordate le quattro vittime nei campi di sterminio nate ad Avio: Bonfante Angelo morto a Dachau, Campostrini Alessandro a Buchenwald, Cavazzani Livio a Mauthausen e Segabinazzi Italo nel campo di Flossenburg. Assieme a loro saranno ricordati anche i 65 internati militari di origine aviense e tutti gli uomini e le donne che hanno perso la vita in una delle pagine più buie della nostra storia.

 

Livio Cavazzani, morì a soli 22 anni nel campo di concentramento di Mauthausen, appena 20 giorni prima che lo stesso fosse liberato dalle truppe sovietiche. Nato a Avio per un certo periodo frequentò l’Istituto tecnico per geometri a Rovereto, dal quale si ritirò per lavorare come operaio nell’impresa del padre. L’11 gennaio 1943 venne chiamato alle armi e assegnato a un reggimento alpino. Dopo l’8 settembre tornerà dalla famiglia ma sarà costretto dai tedeschi al lavoro coatto come autista a Innsbruck. Nel luglio 1944 fuggì dall’Austria e rimpatriò clandestinamente attraverso le Alpi assieme ad alcuni compagni.

 

Il suo obiettivo era quello di unirsi ai gruppi partigiani che operavano nella zona del Baldo. Nella notte tra il 14 e 15 agosto rimarrà gravemente ferito vicino malga Trembari. Le circostanze dell’accaduto non furono mai chiarite del tutto, fatto sta che una volta ricoverato sarà piantonato in ospedale di Ala dai tedeschi. Il 27 ottobre 1944 sarà trasferito al campo di concentramento di Bolzano e poi verso Mauthausen dove morirà l’11 aprile 1945. “È nostra intenzione – spiegano gli organizzatori – costruire memoria locale sul tema della Shoah”. L’invito fatto ai cittadini è quello di condividere informazioni relative a questi e altri abitanti di Avio che hanno perso la vita nei campi di concentramento.

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