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Un albero per il "lottatore" Franz Thaler. L'Anpi ricorda l'artigiano che si ribellò al nazismo e sopravvisse a Dachau

Anpi Alto Adige ha organizzato un momento per ricordare Franz Thaler, pacifista e artigiano che si ribellò al nazismo e che raccontò la sua storia nel libro “Dimenticare mai”. Il 6 marzo ricorre infatti l’anniversario della nascita di Thaler ma anche la Giornata dei Giusti, cioè di tutti coloro che si sono opposti a genocidi e totalitarismi difendendo i diritti umani e mettendo spesso a repentaglio la propria vita per salvare altre persone

Di Marianna Malpaga - 06 marzo 2021 - 19:12

BOLZANO. Un incontro per ricordare Franz Thaler, pacifista, artigiano e cittadino onorario della città di Bolzano, morto il 29 ottobre 2015 all’età di novant’anni. L’ha organizzato nella mattinata di sabato 6 marzo l’Anpi Alto Adige. Il 6 marzo, infatti, ricorre l’anniversario della nascita di Thaler ma anche la Giornata dei Giusti, cioè di tutte quelle persone che si sono opposte a genocidi e totalitarismi difendendo i diritti umani e la dignità di ogni individuo, spesso salvando delle vite umane. Il momento di ricordo si è svolto proprio sulla Collina dei Giusti del Parco Firmian di Bolzano. Era presente anche la figlia di Thaler, Brigitte.

 

Franz Thaler nasce a San Martino di Sarentino e nel 1944, all’età di diciotto anni, riceve la cartolina di precetto della Wehrmacht. Decide di fuggire perché non si vuole arruolare nelle forze armate tedesche, ma i nazisti si presentano a casa sua e dicono chiaramente che, se Franz non si arruolerà, i suoi fratellini saranno deportati in un campo di concentramento. Thaler si consegna allora ai nazisti e inizia un periodo di addestramento, ma dopo qualche mese, nel novembre del 1944, viene processato per diserzione. La corte marziale emette ben presto una sentenza di condanna. Il verdetto? Dieci anni di lavori forzati nel campo di concentramento di Dachau.

 

Franz Thaler ritornerà a San Martino di Sarentino nel 1945, pesando 30 chili. “Io posso perdonare – diceva ai giovani che incontrava nelle scuole – ma dimenticare mai”. E si chiama proprio Dimenticare mai il libro che Thaler scrive sulla sua storia, diventato un classico della storiografia altoatesina. Thaler è morto il 29 ottobre del 2015. L’ha ricordato, tra gli altri, anche lo scrittore cileno scomparso l’anno scorso Luis Sepulveda, che l’aveva incontrato nella sua “piccola casa arroccata” in Val Sarentino. Un incontro che Sepulveda ha ripreso in uno dei suoi libri, Ritratto di gruppo con assenza.

 

“Franz Thaler era uno spirito libero – ha scritto Sepulveda per ricordarlo – un amante dei suoi monti, del silenzio alpino e di un modo di essere tirolese. Quando il fascismo voleva ‘italianizzare’ il Sudtirolo, Franz Thaler ha detto no e ha difeso la sua cultura, la sua lingua, il suo modo di essere. Quando i nazisti pretendevano di ‘germanizzare’ il Sudtirolo, Franz Thaler ha detto no, ha lottato ed è finito nell’atroce campo di concentramento di Dachau. Durante la prigionia ha scritto un libro su carta da sigaretta, con una grafia minuscola, quasi microscopica. Ha riempito centinaia di pagine di dignità, di memoria ribelle, perché sentiva che quella era l’unica eredità che poteva lasciare. Ho conosciuto un uomo buono e trasparente chiamato Franz Thaler. E un lottatore chiamato Franz Thaler”.

 


 

L’8 marzo alle 11, invece, l’Anpi Alto Adige si recherà in piazza Adriano a Bolzano per ricordare le donne della Resistenza e della Costituzione. “È anche l’occasione giusta – scrive l’associazione - per sottolineare come nella terra attraversata da due dittature e dalla presenza di uno dei principali lager italiani gran parte della storia delle donne resistenti debba ancora essere ricordata dalle istituzioni nelle scuole e nelle denominazioni di luoghi significativi”.

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