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| 03 ott 2022 | 16:41

Una lapide per non dimenticare il partigiano-dottore Mario Boldini: morto a soli 22 anni combattendo i nazifascisti

Nel 1944 Pio Battocletti, che allora aveva 22 anni, dalla val di Non scelse di prendere la via della montagna associandosi alla divisione partigiana “Tito Speri” delle Fiamme Verdi che operava nel Bresciano

Una lapide per non dimenticare il partigiano-dottore Mario Boldini: morto a soli 22 anni combattendo i nazifascisti
di Tiziano Grottolo

GARGNANO. Un commemorazione per non dimenticare chi è morto combattendo per la libertà: nella giornata di ieri, 2 ottobre, è stata inaugurata la targa dedicata al partigiano trentino Pio Battocletti. L’iniziativa, promossa dall’Anpi Gargnano sezione Mario Boldini, si è tenuta a Bogliaco, frazione di Gargnano, dove peraltro al combattente è stata dedicata una via.

 

Battocletti era nativo di Fondo in val di Non ma da ragazzo aveva passato spesso dei periodi di vacanza proprio a Bogliaco, la madre infatti era originaria di Gargnano. Forse anche per questo nel 1944 il giovane che allora aveva 22 anni, scelse di prendere la via della montagna associandosi alla divisione partigiana “Tito Speri” delle Fiamme Verdi che operava nel Bresciano.

 

Il giovane era soprannominato “el duturì” per via dei suoi studi in medicina all’università di Pavia, anche per questo nella sua brigata partigiana servì come ufficiale medico prendendosi cura dei compagni feriti.

Il partigiano cadde il 5 ottobre 1944 tra le montagne della val Camonica, il suo gruppo era accampato vicino ad alcune baite che si trovano sul gruppo montuoso del Concarena, sopra l’abitato di Cerveno. Quel giorno le truppe nazifasciste organizzarono un rastrellamento e Battocletti morì assieme al 19enne Gio Maria Bazzoni per coprire la ritirata dei compagni.

 

Altri quattro partigiani (Giuseppe Cattane, Martino Guarinoni, Lorenzo Pelamatti, Raimondo Albertinelli) furono fucilati una volta catturati, mentre il resto della brigata riuscì a ricongiungersi con il gruppo guidato dal comandante Giacomo Cappellini che in quel momento stava svolgendo una missione in un’altra zona. Lo stesso Cappellini verrà catturato alcuni mesi più tardi e successivamente ammazzato dopo essere stato tenuto prigioniero e sottoposto a torture.


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