"Un punto di memoria per ricordare cosa fu il nazi-fascismo": posata, sotto alla pioggia, la pietra d'inciampo dedicata a Remo Ballardini (FOTO)
È stato un momento ricco di emozione ma anche scandito dalle 'difficoltà' date dalla pioggia che, insistentemente, ha continuato a battere sul 'terreno'. Così, ma senza perdersi d'animo, è avvenuta oggi la posa di una delle pietre d’inciampo nel comune gardesano

RIVA DEL GARDA. Le pietre d'inciampo sono finalmente giunte a Riva del Garda, una delle quali è stata posata quest'oggi (16 gennaio) da Gunter Demnig in persona, come peraltro prevede il protocollo ufficiale. L’artista tedesco aveva ideato questo progetto nel 1995 come reazione a ogni forma di negazionismo e di oblio, per ricordare tutte le vittime del nazismo.

È stato un momento ricco di emozione ma anche scandito dalle 'difficoltà' date dalla pioggia che, insistentemente, ha continuato a battere sul 'terreno'. Così, ma senza perdersi d'animo, è avvenuta la posa di una delle pietre d’inciampo nel comune gardesano, progetto esito del "Bilancio partecipato", con il quale la cittadinanza aveva potuto proporre interventi e iniziative di interesse collettivo, sottoposte infine a una votazione online. Nel 2018, era stato proprio quello delle pietre d’inciampo il progetto più apprezzato, proposto dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia da un’idea di Tiziano Grottolo.
Una ricerca, condotta da Novella Volani e resa possibile anche grazie a studiosi di altre istituzioni pubbliche e private, parenti delle vittime e dipendenti degli uffici comunali di Riva del Garda e dei territori di provenienza delle vittime, aveva poi permesso di individuare i nominativi delle persone a cui, secondo il protocollo stabilito da Demnig, sarebbe stato possibile dedicare le pietre d’inciampo e i luoghi in cui posizionarle.
Dopo un’attesa di circa due anni, dovuta ai lunghi tempi richiesti dalla procedura, ulteriormente dilatati dalla pandemia, il progetto ha visto oggi finalmente una propria (parziale) conclusione. In particolare, la cerimonia si è svolta alla presenza della sindaca Cristina Santi e i referenti dell’Anpi e del Mag, prendendo il via intorno alle 15 in viale Roma 20, dove è stata posata la pietra dedicata a Remo Ballardini: un lavoro risultato piuttosto difficoltoso a causa delle condizioni meteo avverse, tanto che, la posa delle altre pietre è stata rimandata.

Quando il 'tempo' lo permetterà, si proseguirà alla volta di viale Carducci per posare il ricordo dedicato a Eugenio Impera, poi ancora viale Pernici (Antonio Gambaretto), viale Martiri del 28 Giugno (Enrico Meroni e Augusto Betta), viale Pernici (Gastone Franchetti) e via del Marocco (Vincenzo Cicala e Antonio Bosco): "Pietre che diverranno punti di memoria per mezzo dei quali tutti i cittadini e ospiti della nostra città potranno ricordare cosa fu il nazi-fascismo", ha sottolineato Gianantonio Pfleger, presidente Anpi Alto garda e Ledro, durante la cerimonia.
All'iniziativa tenutasi stamani erano presenti anche i rappresentanti istituzionali del Comune di Arco come l'assessore alla cultura, formazione, istruzione e turismo culturale Guido Trebo e Michele Toniaccini, sindaco di Deruta, in ricordo del concittadino Vincenzo Cicala, originario del Comune in provincia di Perugia.
La maggior parte delle pietre rivane che verranno presto posate è stata dedicata ai "Martiri del 28 giugno 1944", cioè ai componenti della Resistenza trentina contro l’occupazione nazista dell'"Alpenvorland" (territorio che comprendeva le province di Trento, Bolzano e Belluno) che furono prelevati dalle proprie case e giustiziati.
Il progetto, è stato coordinato dal Museo Alto Garda in collaborazione con l’Anpi locale e con il Laboratorio di Storia di Rovereto.

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