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| 22 gen 2023 | 19:42

La pietra dei caduti alensi nella Grande Guerra nel viale della memoria di Biella: ''Conteggeremo i morti dell'inutile strage con divise diverse''

Ci sarà anche una pietra di Ala, proveniente da passo Buole, nel grande mosaico del “Viale della Memoria” a Biella. Il viale conduce al “Nuraghe Chervu”, il monumento voluto dalla città e dal circolo culturale sardo “Su Nuraghe” per ricordare i caduti della Prima guerra mondiale

La pietra dei caduti alensi nella Grande Guerra nel viale della memoria di Biella
di Redazione

ALA. C'è anche la pietra dei caduti alensi nella Grande Guerra nel viale della memoria di Biella. Il Comune di Ala ha, infatti, aderito alla richiesta degli ideatori del monumento. L'iniziativa intende comporre il viale con un mosaico proveniente da tutti gli 8mila comuni italiani.

 

Il progetto è partito dal circolo sardo della città piemontese "Su Nuraghe" nel 2008 per ricordare i Caduti piemontesi e sardi della Prima guerra mondiale. E' stato costruito un “nuraghe”, simbolo dell'isola. Prende il nome dal vicino torrente Cervo. Si è aggiunta poi l'idea di fare un selciato, con pietre donate dai Comuni italiani: il “Viale della Memoria” cresce di anno in anno.

 

E presto ci sarà anche quella di Ala, che avrà un significato particolare perché conteggerà i caduti morti con divise diverse. “Va ricordato - spiega l'assessora Francesca Aprone - che la storia trentina, altoatesina e friulana è molto diversa da quella delle altre regioni d'Italia, in quanto territori non del Regno d'Italia; una storia spesso dimenticata e manomessa, che soltanto in occasione delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra ha potuto finalmente godere di una ritrovata memoria collettiva e una pacificazione con il proprio passato".

 

Su ogni pietra è inciso il numero di Caduti della propria comunità. La richiesta degli ideatori dell'iniziativa estesa a tutti i Comuni italiani è in particolare quella di selezionare una pietra proveniente da un luogo simbolo della Grande Guerra del proprio territorio, che raccontasse una delle pagine nere di quella che il Papa Benedetto XV ebbe a definire "l'inutile strage".

 

L'amministrazione alense ha quindi deciso di recuperare una pietra da Passo Buole, scenario tristemente e universalmente noto per l'uccisione di migliaia di soldati durante i combattimenti del maggio 1916, e di operare una ricerca nei cimiteri frazionali e della città, nei quali in maniera sparsa e non sempre comprensibile erano elencati i defunti della Grande Guerra. Dopo attenta analisi, anche avvalendosi dell'aiuto degli esperti di storia locale e l'apporto dell'associazione Memores, si è arrivati ad ottenere la triste cifra di 75 persone, tra giovani e meno giovani, che morirono fra il 1914 e il 1918 per colpa del conflitto; la gran parte di perirono con la divisa austroungarica.

 

"La scelta di incidere un numero che comprendesse tutti i caduti alensi a prescindere dal colore della divisa (dell'Impero o del Regno d'Italia perché irredentisti) va proprio nella direzione di una precisa volontà di rendere omaggio a uomini innocenti tutti in egual maniera, che mai avrebbero voluto farsi la guerra gli uni contro gli altri, per ricordare alla propria comunità ma anche a quella che ospiterà la pietra quanto sia fondamentale declinare gli sforzi e l'impegno amministrativo ai valori della fratellanza tra i popoli, in un ottica di elaborazione di quegli accadimenti scevra di ogni retorica e convintamente protesa ai valori della pace”, conclude Aprone.

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