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Con le Famiglie Trentine del Vino la storia del territorio è nei loro prodotti, Endrici: "L'obiettivo è 'tradire' la tradizione per innovarla"

"La famiglia è animata dalla passione" racconta il presidente dell'associazione Famiglie Trentine del Vino Paolo Endrici: "Una famiglia può interpretare la storia di un territorio, di un prodotto, in modo più coinvolto emotivamente e passionalmente. Questo fa la differenza in un prodotto vivo come il vino"

Di Filippo Schwachtje - 01 luglio 2021 - 19:36

TRENTO. “All’interno della nostra associazione ci sono una serie di realtà che negli anni sono state in grado di portare le eccellenze del territorio trentino nel mondo: il progetto nasce nell’ambito della comunicazione ma ha una notevole valenza culturale”. A parlare è il presidente dell’associazione Famiglie Trentine del Vino Paolo Endrici, della Cantina Endrizzi, che riassume così il significato del progetto che ha riunito, in sostanza, le più importanti aziende vitivinicole del territorio. Un’iniziativa che racconta lunghe storie (in alcuni casi ultrasecolari) di fatiche, successi, tradizioni e innovazioni, tutte legate indissolubilmente al Trentino e alla passione con la quale, da generazioni, le famiglie del vino realizzano i loro prodotti.

 

Per ribadire l’attaccamento alle proprie radici storiche e all’incontro tra cultura, tradizione e innovazione, dodici delle realtà di Famiglie Trentine del Vino (che conta in tutto una ventina di membri) si sono messe in gioco insieme allo chef Peter Brunel per dare vita, al suo ristorante a Linfano d’Arco, a 8 serate pensate per valorizzare le più grandi eccellenze del territorio, raccontandone al contempo la sua storia. A scavare nelle radici della tradizione, ripercorrendo in un certo senso anche la storia vinicola trentina, ci saranno i prodotti delle cantine EndrizziAbate Nero, Ferrari, GaierhofAndrea Forti Wines, BolognaniDorigatiMonfort, MarzadroPedrotti, Revì e Villa Corniole, in solitaria o in abbinata a seconda della serata, che accompagneranno i commensali in una vera e propria esperienza culturale prima ancora che culinaria (Qui Articolo).

 

“In poche parole – spiega Endrici – la nostra associazione è supportata da un punto di vista legale da un organismo (Confcommercio), mentre nell’ambito del marketing ogni realtà si impegna attivamente, contribuendo con nuove idee e proposte. Si tratta di un progetto legato alla comunicazione, ma con una notevole valenza culturale che in tanti hanno apprezzato, parlando della nostra associazione come una delle più belle e innovative iniziative partite dal settore privato. Una delle ragioni è lo spessore storico-culturale che sta alle spalle delle Famiglie del Vino”.

 

Spessore testimoniato dalla longevità di alcune cantine (per Endrizzi si parla di oltre 130 anni dalla nascita, nel 1885) e dall’attenzione alla tradizione ed alla qualità dei prodotti finali, che avvicinano, dice Endrici, “la produzione delle ditte vitivinicole all’alto artigianato”. Ripercorrendo la storia delle Famiglie del Vino in poche parole, spiega il presidente dell’associazione: “Si ripercorre la storia vinicola, e non solo, del Trentino. Alla nostra cantina oggi noi siamo alla quinta generazione, quando siamo nati il nostro territorio faceva parte dell’Impero ed era il maggior fornitore di vino. C’era povertà diffusa ma allo stesso tempo condizioni positive per la viticoltura. In questo momento il Trentino gode di particolare fortuna attraverso il Trento Doc., le bollicine di montagna, che deriva direttamente da un vantaggio territoriale. In tutto il mondo vitivinicolo però ogni anno emergono novità interessanti”.

 

E tra le novità dell’associazione Famiglie Trentine del Vino ci sono in cantiere diversi progetti, che prevedono in definitiva di riuscire a fare rete a livello territoriale e nazionale. “Grazie a Confcommercio – spiega Endrici – possiamo ottenere spazi e contatti a ottimi livelli, l’obiettivo è riuscire a formare delle reti importanti, con finalità condivise dai membri dell’associazione”. Al centro però rimane sempre il concetto di famiglia. “La famiglia è animata dalla passione, l’industria dall’orario – continua Endrici – una famiglia può interpretare la storia di un territorio, di un prodotto, in modo molto più coinvolto, molto più vicino emotivamente e passionalmente. Sono queste caratteristiche che possono fare la differenza nella creazione di un prodotto vivo come il vino”.

 

Accanto però alla forte enfasi posta sulla tradizione, all’interno dell’associazione uno dei punti cardine è la necessità di innovare. “Al ristorante di Peter Brunel, durante un intervento, mio figlio ha detto che ‘tradizione e tradire hanno la stessa radice’, ed è un punto suggestivo sul quale ragionare. La tradizione deve essere ‘tradita’ per fare passi avanti, noi stessi lo abbiamo fatto più volte per portare idee e stimoli nuovi alla nostra azienda. L’obiettivo dev’essere in poche parole l’unione di innovazione e tradizione”.

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