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La rivisitazione delle antiche ricette dei monasteri con l’innovazione dello chef Peter Brunel: le eccellenze del Trentino si fondono tra vini, formaggi e pane

“Le Famiglie Trentine del Vino & lo chef Peter Brunel” è un format originale che punta a valorizzare il territorio e la cultura del Trentino: “In queste serate proponiamo la rivisitazione di piatti che sono fuori da quella che può essere l’identità comune, dove certi gusti si possono ritrovare ancora oggi ma altri sono andati scomparendo”

Di Tiziano Grottolo - 11 May 2022 - 19:05

ARCO. Proprio in questi giorni lo chef stellato Peter Brunel ha aggiunto una “nuova tacca” al suo mestolo aggiudicandosi i prestigiosi “4 Cappelli” della Guida dell’Espresso “I Ristoranti e i Vini d’Italia 2022”. Un traguardo che è stato annunciato durante una serata speciale, che si è tenuta lo scorso 10 maggio al “Peter Brunel Ristorante Gourmet” di Linfano, dove sono andate in scena alcune eccellenze del Trentino. Eccellenze culinarie che sono state “ospiti” d’eccezione dello chef fassano che alla sua cucina stellata ha abbinato vini, pani e formaggi del territorio.

 

Le Famiglie Trentine del Vino & lo chef Peter Brunel” è un format originale che punta a valorizzare il territorio e la cultura del Trentino raccontando una storia che parte dal lontano ‘500, alla scoperta dei menù dei monasteri Benedettini, Francescani, delle Clarisse e Agostiniani. Ogni appuntamento ha come protagonisti due portate povere, un piatto più elaborato e un dessert. Le ricette, modellate dalla mano esperta di Brunel, creano un connubio con cinque vini scelti tra le etichette delle cantine che partecipano all’evento. Il format infatti è promosso assieme all’associazione Vitivinicoli del Trentino, che aderisce all’Associazione Grossisti e Piccole-medie e imprese di Confcommercio Trentino.

 

Questo è un viaggio iniziato nel 2021 – spiega Brunel – che va di cantina in cantina e sarà raccolto all’interno di un libro. Ho voluto portare a casa mia vecchi e nuovi amici, alcune aziende le conosco da tempo con altre invece il percorso è appena incominciato”. Per quanto riguarda il libro sarà lo stesso chef fassano a trasformarsi in un monaco e raccontare assieme all’artista Marco Filippone questo percorso. A collaborare anche il fisco nucleare Alessandro Garofalo “un grande amico ma anche la persona più azzeccata per creare sinergie – dice Brunel – in fondo siamo una cordata di amici che fonde il buon bere, la cultura del passato come può essere quella dei monasteri e la cucina che ha reinterpretato il tutto. In queste serate proponiamo la rivisitazione di piatti che sono fuori da quella che può essere l’identità comune, dove certi gusti si possono ritrovare ancora oggi ma altri sono andati scomparendo”.

 

Ampiamente soddisfatto Francesco Carraro, segretario provinciale sia dell’associazione dei grossisti e delle Pmi che dell’associazione dei vitivinicoli trentini: “Dobbiamo sicuramente ringraziare lo chef che è stato il ‘sarto’ che ha cucito queste serate coinvolgendo le eccellenze del territorio. Per un’associazione di categoria come la nostra è molto importante creare una sinergia fra varie realtà che metto in risalto prodotti a chilometri zero promuovendo il Trentino”.

 

Ad accompagnare questa particolare serata c’erano i prodotti di punta della casa spumantistica Andrea Forti Wines di Andrea Forti, giovane enologo classe 1991 di Trento. “È un grande onore poter partecipare a questi eventi dove vengono valorizzati i prodotti del territorio – afferma Forti – la mia azienda è molto giovane, perché è nata solamente 10 anni fa con una piccola produzione di circa 3.000 bottiglie mentre oggi ne facciamo 20.000. Nel frattempo siamo entrati nel Trentodoc attraverso un’evoluzione che ha riguardato me personalmente ma anche lo stesso prodotto che offriamo”.

 

Dopo aver completato gli studi superiori all’Istituto Agrario San Michele all’Adige, Forti si è laureato nel corso di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Udine, per poi lavorare in diverse cantine della regione. Passione e impegno gli hanno dato la possibilità di creare nel 2008 il suo primo vino, uno Spumante Metodo Classico, che racchiudeva in sé tutta la voglia di chi si sta introducendo nell’arte della produzione vitivinicola. Successivamente, nel 2011 e nel 2015, sono nati rispettivamente l’etichetta “Andrè Andrè” e uno Spumante Rosè in grado di esprimere un fraseggio gustativo unico.

 

Nel corso dei vari eventi l’Associazione Panificatori della provincia di Trento ha fatto riscoprire profumi, sapori e aromi che sono parte della tradizione gastronomica locale, presentando differenti tipologie di pane fresco a chilometro zero. “Vogliamo spiegare ai consumatori l’importanza del pane fresco, quello che i panificatori trentini producono quotidianamente nei loro laboratori”, afferma il presidente dell’Associazione panificatori Emanuele Bonafini. “Un’attività che avviene di notte e che, anche con questa iniziativa, possiamo far conoscere ai consumatori. C’è poi il tema importante della riscoperta delle materie prime, che i nostri panificatori si stanno impegnando a valorizzare, e la possibilità di far conoscere come si produce un pane fresco, di qualità, senza l’impiego di ingredienti che alterino la genuinità e la fragranza del prodotto”.

 

Questa volta è toccato al pane di segale (prodotto che ha ottenuto il marchio Qualità Trentino). Una specialità di Aldo Tecchiolli dell’omonimo panificio della Valle dei laghi nonché uno dei 10 maestri artigiani panificatori della Provincia di Trento. Nel suo caso si parla di una produzione assolutamente a chilometro zero, visto che il panificio Tecchiolli può contare pure su un suo mulino a pietra. “Un progetto nato 10 anni fa – sottolinea Tecchiolli – che ci ha visto coinvolti fin da subito per creare una filiera corta dove oggi siamo in grado di produrre pane a chilometro zero. Questa è un’arte in cui serve tanta passione e tanto sacrificio ma poi si possono avere delle grandi soddisfazioni”.

 

Infine, protagonisti delle serate anche i formaggi. “Partecipiamo a questa rassegna gastronomica con i nostri fiori all’occhiello che sono i formaggi di malga – racconta Anna Riva responsabile marketing di Trentingrana gruppo formaggi del Trentino – delle piccole grandi rarità che derivano dalle produzioni di latte in alta quota dei mesi estivi. Quindi poche forme selezionate, una filosofia di eccellenza che si sposa perfettamente con quella che è la mentalità di chef Brunel”. Formaggi di malga che fanno emergere la tipicità del territorio, grazie alla flora e le erbe tipiche del posto. “Nel corso di questa rassegna abbiamo proposto le eccellenze di malga di varie zone del Trentino per dare risalto alla tipicità e alla tradizione di ogni caseificio e ogni valle. Abbiamo trovato questo felice punto d’incontro – conclude Riva – per proporre i nostri formaggi di malga nel contesto delle Famiglie trentine del vino”.

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