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Coronavirus, giovani e sesso: aumenta chi non si sente eterosessuale e tra le ragazze cresce l'uso dei siti porno

La psicologa e sessuologa Laura Mincone: "Oggi ci sono meno tabù, in una società che parla della sfera sessuale adesso i giovani si fanno molte più domande e soprattutto guardano al loro benessere più che a rispettare ciò che dice la società"

Di Sabina Boscaro - 10 maggio 2021 - 16:55

TRENTO. Secondo un recente studio della Fondazione Foresta Onlus di Padova, lo sguardo che i più giovani hanno sulla sessualità sta cambiando.

 

Secondo quanto riporta la ricerca, i ragazzi infatti, si stanno dirigendo verso una maggiore inclusività e fluidità e si stanno orientando verso l’abbattimento delle barriere di genere soprattutto quelle che riguardano la pornografia, frequentata da un sempre maggiore numero di ragazze, più aperte e meno inibite.

 

Lo studio, che ha preso in considerazione più di 5 mila giovani che frequentano le quinte superiori di Veneto, Campania e Puglia ha infatti evidenziato un incremento dall’8 per cento del 2018 al 15 per cento del 2020/2021 dei ragazzi che dichiara di non essere eterosessuale. “Oggi ci sono meno tabù, in una società che parla della sfera sessuale – dichiara la psicologa e sessuologa Laura Mincone - adesso i giovani si fanno molte più domande e soprattutto guardano al loro benessere più che a rispettare ciò che dice la società”.

 

La Fondazione ha inoltre rilevato che è raddoppiata la percentuale delle ragazze che dichiarano di collegarsi a siti pornografici (dal 15 per cento del 2018/2019 al 30 per cento). “Gli stereotipi di genere sono caduti anche in questo aspetto – sostiene la psicologa – la positività dell’aumento di questi dati varia però in base alla fascia d’età: nelle più giovani ed inesperte non va bene perché può creare aspettative irrealizzabili; fattore che si era già stato riscontrato nei ragazzi”.

 

Aspettative che si riferiscono, oltre alla sfera sessuale, anche all'immagine che i teenagers hanno del loro corpo. “I giovani sono in difficoltà - afferma la sessuologa - anche prima del Covid la società puntava sul visivo, attraverso i social, come Intagram e Tiktok. Quindi i ragazzi sono portati a pensare di poter essere accettati solo attraverso il loro aspetto”.

 

L’approdo sul web della sessualità ha inoltre portato molti più teenagers a praticare sexting e cybersex. Anche qui, la pericolosità varia molto in base all’età dei ragazzi: “Non è negativa a prescindere, anzi, durante la quarantena per le relazioni stabili ha rappresentato uno sviluppo positivo – spiega la dottoressa Mincone – quelli più a rischio sono i ragazzi privi di esperienza: non va bene mandare foto a persone che si conoscono appena”.

 

Il web arriverà quindi a sostituire le relazioni fisiche? Secondo la sessuologa i ragazzi si dividono in due filoni: quelli che già si stavano dirigendo all’online e coloro che, causa quarantena, si sono rifugiati nel web. “I ragazzi riusciranno ad uscirne – conclude Laura Mincone - quello che sta succedendo nei giovani delle superiori è bello e importante: chiedono educazione alla sessualità, ma come la vedono oggi, ovvero più fluida e inclusiva. Questa richiesta va ascoltata e accolta”.

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