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| 23 dic 2021 | 19:27

Il trentino Filippo De Carli sul set con Lady Gaga e Adam Driver in “House of Gucci”: “Il momento più bello? Quando Ridley Scott mi ha ringraziato alzando il pollice”

De Carli è il giovane attore trentino che dalle produzioni Rai, come “Tutto può succedere”, “Un passo dal cielo” e “Cuori”, è passato al set internazionale di “House of Gucci”, film diretto da Scott e uscito da poco nelle sale cinematografiche

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Sul set di “House of Gucci”, insieme a Lady Gaga, Adam Driver e Camille Cottin compare anche l’attore trentino Filippo De Carli, scelto nel cast del famoso regista Ridley Scott. Il film è uscito nelle sale cinematografiche il 16 dicembre scorso.

 

“Essendo il film girato anche in Italia, ho partecipato a diversi provini – racconta Filippo a Il Dolomiti – stavo finendo le riprese di “Cuori” quando il mio agente mi ha chiamato per dirmi che Ridley Scott mi aveva scelto. È stato un momento bellissimo”.

 

De Carli, classe 1997, nato e cresciuto a Trento, si è trasferito molto presto a Roma, dove attualmente lavora in ambito cinematografico e contemporaneamente frequenta la scuola di recitazione, regia e sceneggiatura “I laboratori di arti sceniche diretto da Massimiliano Bruno”.

 

Filippo è un volto già noto in televisione per aver partecipato a molte produzioni Rai, tra cui le fiction “Tutto può succedere”, “Un passo dal cielo” e il suo primo film “La felicità è un sistema complesso”.

È la prima volta però che De Carli è entrato a far parte di una produzione internazionale, in un cast di “big”: “Si sono messi subito al pari di attori meno conosciuti e comparse – sostiene – si sono presentati tutti, in modo molto professionale. È stata veramente una grandissima emozione lavorare al loro fianco”.

 

La scena in cui compare il giovane attore è quella in cui i protagonisti della storia, Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani (interpretati rispettivamente da Adam Driver e Lady Gaga), si trovano in momento di convivialità a St. Moritz, insieme a un gruppo di amici tra cui De Carli: “Abbiamo girato in Valle d’Aosta – dichiara – dove ho avuto l’opportunità di fermarmi per una settimana a marzo scorso, nonostante io avessi solo due scene”.

 

Inizialmente in questa scena, “Ridley Scott – sostiene – ci aveva chiesto di avere toni particolarmente accesi. Nella prima prova eravamo molto spenti e come lui ha dato l’azione io ho iniziato ad animare la situazione, improvvisando con Driver e Cottaine. A Ridley Scott è piaciuta molto questa cosa e mi ha chiesto più volte di rifarla”.

 

La cosa più bella però, “è stata quando il regista ha alzato il pollice, ringraziandomi e dicendomi che quel momento era stato ‘priceless’ (inestimabile ndr)”.

 

La carriera di Filippo è iniziata molto presto, a 17 anni, quando nel 2015 dopo un provino era stato scelto per il film “La felicità è un sistema complesso”, sotto la regia di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston. “È stata una delle esperienze più belle della mia vita – racconta – sono rimasto poi a Trento per finire il liceo, dopodiché alcuni casting hanno iniziato a cercarmi”.

 

Dopo la partecipazione alle serie “Rocco Schiavone”, “Tutto può succedere”, “Un passo dal cielo”, “Cuori” e al film “Un confine incerto”, nel 2018 si è trasferito a Roma dove ha iniziato a frequentare la scuola di recitazione, regia e sceneggiatura “Il laboratorio di arti sceniche diretto da Massimiliano Bruno”, percorso che però “purtroppo si è fermato a causa della pandemia”.

 

Dall’anno scorso De Carli è seguito da un agente, Daniele Orazi, grazie al quale “non solo ho preso il ruolo in ‘House of Gucci’, ma anche altre parti importanti, come nella seconda stagione di ‘Guida astrologica per cuori infranti’ di produzione Netflix e nel film di Zanardi ‘War – La guerra desiderata’, dove sono nel cast principale”.

 

La passione dell’attore trentino è solo agli inizi, nonostante il curriculum già ricco. “Sono sempre stato un appassionato di cinema e teatro – conclude – anche se in famiglia c’è sempre stato un grandissimo amore per l’arte. Mi sono innamorato del mio lavoro dal mio primo set, grazie a Zanasi e Mastandrea che sono stati delle guide per me. Mi sento crescere a ogni nuovo set, anche a livello personale”.

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