Il trentino Tita è campione olimpico con Caterina Banti ma la festa sui social finisce in farsa con Fugatti, Bisesti e Paoli
Il presidente e altri membri della maggioranza leghista hanno trasformato la campionessa olimpica, compagna di regata del trentino, da Banti in Banfi. Un piccolo errore moltiplicato sui social segno, però, di un pressapochismo sempre più diffuso

TRENTO. Niente da fare, nemmeno quando c'è da festeggiare una medaglia d'oro olimpica trentina la Lega di governo in Trentino riesce a farla giusta. E dire che basterebbe fare un post sobrio, di poche righe, magari usando ognuno la propria testa e le proprie dita, esprimere un pensierino personale tanto per far capire che davvero si è seguito quell'evento e si è felici per quanto accaduto e non si sta semplicemente strumentalizzando la cosa perché in quel momento quello è l'argomento trend topic e non si può fare a meno di non esserci.

Invece no. Tutto è sempre ridotto a un ''presenzialismo'' un po' falso perché incapace anche di metterci del proprio in un momento tanto importante e capace. E così ecco che la compagna di gara di Ruggero Tita sulla pagina Facebook del presidente del Trentino Maurizio Fugatti e dell'assessore all'istruzione e alla cultura Mirko Bisesti da Caterina Banti si trasforma in Caterina Banfi. Il consigliere Denis Paoli ci aggiunge anche un hashtag davanti che, ovviamente, non porta in nessun posto.

Il post, infatti, come per mitosi, pare essersi riprodotto sulle tre pagine Facebook ma cambia di quel tanto da sembrare originale. Certo se così fosse sarebbe ancora peggio perché vorrebbe dire che i tre sono tutti convinti che la campionessa olimpica abbia il cognome del comico pugliese che dice ''mannaggia alla pupezza'' poi diventato il mitico Nonno Libero. Più facile che quel che condividono i follower dei ''nostri'' in realtà siano messaggi scritti da un social media manager unico per tutti che se sbaglia per uno sbaglia per la compagnia. In ogni caso sono piccoli segnali che dimostrano un pressapochismo strutturale. Roba, questa volta, da primato olimpico.













