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| 25 giu 2021 | 09:51

La cantina altoatesina Hofstätter lancia lo spumante senza alcol: “Non è un succo d’uva ma una bollicina ottenuta da vino”

La cantina di Termeno lancerà la sua etichetta di spumanti “Alcohol Free”. Martin Foradori Hofstätter: “Rispetto al passato oggi si sono fatti passi da gigante. I sentori e le caratteristiche del frutto rimangono praticamente inalterate”

La cantina altoatesina Hofstätter lancia lo spumante senza alcol: “Non è un succo d’uva ma una bollicina ottenuta da vino”
di Tiziano Grottolo

TERMENO SULLA STRADA DEL VINO (BZ). Una bollicina senza alcol, pensata anche per chi solitamente non si avvicina a questi prodotti perché astemio. È questo l’ultimo progetto di Martin Foradori Hofstätter, eclettico e poliedrico viticoltore dell’omonima tenuta altoatesina.

 

Insomma, se è vero che non si tratta del primo spumante senza alcol sul mercato è altrettanto doveroso far notare che la cantina altoatesina Hofstätter non è un produttore qualsiasi, quindi si può star certi che nulla è stato lasciato al caso. Infatti, ci si trova di fronte a un produttore che conosce bene il Riesling, varietà alla base di questa novità, e le potenzialità di quest’uva che sa esprimersi nobilmente anche in versione “Alcohol Free”.

 

“Steinbock Alcohol Free Sparkling”, questo il nome della bollicina, è un vino dealcolizzato che nasce da un’apposita tecnica per mantenere intatti i delicati aromi della materia prima. “Non è un succo d’uva ma una bollicina ottenuta da vino – puntualizza Foradori Hofstätte – questa etichetta nasce da un’attenta selezione in vigna e poi in cantina. Un’innovativa tecnica preserva i delicati aromi del vino, togliendo l’alcool contenuto”.

 


 

Più nel dettaglio, all’interno di un’apparecchiatura viene ridotta la pressione atmosferica (a circa 15 mbar) e con ciò abbassato anche il punto di ebollizione dell’alcol da circa 78 gradi a circa 25-30gradi. Alla fine del processo, si ottiene una bevanda con un contenuto alcolico inferiore a 0,25 Vol %.

 

A determinare la qualità del prodotto è proprio l’uva da cui nasce e la tecnologia adottata: “Rispetto al passato – spiega il produttore di Termeno – oggi si sono fatti passi da gigante. I sentori e le caratteristiche del frutto rimangono praticamente inalterate. Merito del processo che viene utilizzato ma anche dell’eleganza e della finezza della materia prima. Così come è accaduto per la birra, anche il mondo del vino deve guardare ai prodotti analcolici con standard di alto livello e, come si sa, a me piace essere all’avanguardia”.

 

L’obiettivo dunque è quello creare un’alternativa per tutti coloro che non bevono o non possono bere alcolici ma non vogliono rinunciare al piacere di un brindisi o all’abbinamento ideale dall’aperitivo al dolce.

 

“Che un produttore ‘vecchia scuola’ e ‘testardo’ come me si metta a produrre una gamma di questo tipo è significativo – aggiunge Martin Foradori Hofstätter – chi mi conosce sa che non sono uno che insegue le mode ma non mi manca lo sguardo per guardare al mondo in cui viviamo e al futuro: oggi un insieme di persone che non possono o non vogliono bere alcolici sono alla ricerca di prodotti di alta qualità che permettano loro di poter condividere il piacere dei sentori che emergono dal calice e di non sentirsi esclusi durante un evento, un brindisi, un momento conviviale. Dare a queste persone un prodotto all’altezza è il motivo per cui mi sono imposto questa nuova sfida”.

 

Il progetto è stato accolto con favore dagli addetti ai lavori e dal mondo della mixology , l’etichetta debutterà sul mercato in queste settimane con il marchio “Steinbock Selection Dr. Fischer” creato da Martin Foradori Hofstätter nel 2017 e già presente in Italia con una selezione di Riesling.

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