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| 28 ago 2021 | 20:33

La forza della musicoterapia: gli anziani cantano tutti insieme nell'Rsa e in poche attimi le barriere cadono e nascono emozioni e sensazioni condivise

In Bassa Valsugana, Avulss sta portando avanti il progetto “Suoni, sorrisi e musica”. Assieme ai volontari della Fondazione Romani Sette Schmid e al Centro Servizi per gli Anziani di Villa Prati, i volontari, aiutati dalla musicoterapeuta Elga Rizzon, usano la musica per creare momenti di incontro con gli anziani

La forza della musicoterapia: gli anziani cantano tutti insieme nell'Rsa e in poche attimi le barriere cadono e nascono
di Marianna Malpaga

BORGO VALSUGANA. La musica è uno strumento potentissimo, in grado di creare momenti di complicità e condivisione tra persone con percorsi di vita differenti. Sta puntando proprio su questa risorsa il percorso “Suoni, sorrisi e musica”, proposto da Avulss di Borgo Valsugana Odv in collaborazione con la Comunità Valsugana e Tesino e con la Provincia di Trento all’interno dell’edizione 2021 di “Una comunità amica delle persone con demenza”, che coinvolge una ventina di enti e associazioni della Bassa Valsugana che si occupano a vario titolo degli anziani.

 

La prima parte del progetto si è svolta tra il 6 luglio e il 24 agosto alla Residenza Rododendro della Fondazione Romani Sette Schmid di Borgo Valsugana, dove sono ospitati alcuni anziani in alloggi protetti. Ora il progetto sta proseguendo al Centro di Servizi per gli Anziani di Villa Prati di Castel Ivano, un centro diurno per anziani autosufficienti. Sta curando gli incontri, assieme ai volontari di Avulss e delle due realtà, Elga Rizzon, musicoterapeuta professionista di Borgo Valsugana.

 


 

“Il primo incontro è stato un momento per conoscerci – spiega Elga Rizzon – e per elaborare una sorta di repertorio di canzoni popolari, trentine soprattutto, che abbiamo cantato tutti assieme negli incontri successivi”. Gli anziani hanno scelto le canzoni che più gli ricordavano momenti della loro infanzia e della loro gioventù, da “La Valsugana” a “Quel mazzolin di fiori”, fino ad arrivare a canzoni più “moderne”, come “Felicità” di Albano e Romina Power. Tutti i brani sono stati inseriti in un libretto stampato da Avulss Odv, che è servito da canovaccio per gli incontri.

 

“Il significato del progetto è quello di creare dei momenti di ritrovo, di far nascere sensazioni, emozioni e condivisioni del vissuto passato e recente di questi anziani – dice la musicoterapeuta –. La musica è solo un mezzo molto potente, grazie al quale sono emersi dei ricordi e dei pensieri importanti in modo del tutto naturale: se all’inizio gli ospiti erano un po’ più riservati, strada facendo nelle nostre ore si è respirato un senso di amicizia e di convivialità sempre più forte”.

 


 

A ogni incontro sono emersi ricordi diversi, anche legati alle esperienze lavorative dei cinque, sei anziani della Fondazione Romani Sette Schmid che hanno partecipato al percorso. “Un ospite ha chiesto di cantare un pezzo perché gli ricordava una stagione che aveva fatto come cuoco quando era giovane - dice Rizzon -. Un altro invece, dopo aver cantato e ascoltato delle canzoni popolari, ha raccontato il suo passato da alpino. L’obiettivo è proprio quello di parlare e di passare un bel momento tutti assieme”.

 

Elga Rizzon, che ha studiato per tre anni musicoterapia a Bolzano, lavora con gli anziani ma soprattutto con i bambini autistici. Se è vero che bisogna mettere in atto strategie diverse con ogni “paziente”, la musicoterapeuta spiega che il risultato ottenuto è sempre lo stesso: la musica crea unione e complicità. “Si può lavorare con un bambino di tre mesi, con una mamma in gravidanza, con un adolescente o con un anziano con demenza senile. Le tecniche sono diverse, ma l’emozione è sempre la stessa – conclude -. È questa la cosa ‘magica’. La musica arriva e crea dei momenti che razionalmente è difficile spiegare”.

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