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Le donne musulmane in piazza per Youns, l’uomo ucciso dall’assessore leghista: “Quanto accaduto a Voghera è di una crudeltà e di ferocia inaudite”

“Vogliamo giustizia per Youns El Boussetaoui”, ucciso con un colpo di pistola a Voghera dall’assessore leghista Massimo Adriatici. A Trento il presidio organizzato dalle donne musulmane: “Sono anni che una certa politica si nutre della paura e delle insicurezze della popolazione”

Foto radio Onda d'Urto
Di Tiziano Grottolo - 05 agosto 2021 - 12:09

TRENTO. “Affinché nessuno venga eliminato, ma aiutato, rieducato e coinvolto in società” è questo l’appello lanciato dal Movimento delle donne musulmane d’Italia in vista del presidio, che si terrà il prossimo 8 agosto alle 17 a Trento, per mantenere alta l’attenzione sulla morte di Youns El Boussetaoui.

 

La vicenda è quella del 39enne di origine marocchine, residente a Voghera, che la sera del 20 luglio scorso è stato freddato con un colpo di pistola dall’assessore leghista Massimo Adriatici (articoli QUI e QUI). All’appello per il presidio hanno aderito diverse realtà, fra cui: Unione marocchini all’estero-Italia, Centro Sociale Bruno, Assemblea Antirazzista, Sinistra Italiana del Trentino, Scuola d’italiano liberalaparola, Rifondazione Comunista, Il Gioco degli Specchi, Associazione Amici dell’Etiopia Odv Terzo settore, Mediterranea Trento.

 

Quanto accaduto a Voghera – spiega l’attivista e vicepresidente del movimento Mdmi, Asmae Taouti – è di una crudeltà e di ferocia inaudite. Però non possiamo limitarci sempre a incolpare la società, ma dobbiamo innanzitutto interrogarci”. L’attivista sottolinea con preoccupazione il clima d’odio che si è generato da alcuni anni a questa parte, spesso e volentieri fomentato da alcuni partiti politici.

 

“Il punto a cui siamo arrivati oggi è frutto di quel che è stato seminato negli anni precedenti da una politica che incita all’odio e alla supremazia, fa guerra al diverso”, dove con “diverso” l’attivista intende non soltanto chi si distingue per via delle proprie origini o ma anche e soprattutto per opinioni e mentalità. “Sono anni che una certa politica si nutre della paura e delle insicurezze della popolazione giocando sull’erosione dei diritti, sulla svalutazione della dignità umana per giustificare pratiche di potere con le quali si inventano proibizioni di ogni sorta, protezionismo e un autoritarismo che porta a dei forti squilibri sociali”.

 

Di qui l’appello a un intervento della società civile: “Il miglior modo per far fronte a questa situazione di grande tensione – conclude Taouti – è quello di focalizzarci sulle soluzioni, sul lavoro di squadra da ambo le parti, su piani per l’integrazione e per la convivenza pacifica. Parliamone senza preconcetti né generalizzazioni, assumendoci anche le nostre responsabilità”.

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