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"Luca+Silvana" per riaffermare il diritto universale ad amare: il documentario che racconta il matrimonio tra i due giovani distribuito su scala nazionale

Il racconto è diventato documentario di un matrimonio che non conosce limiti né paure per affrontare il diritto universale ad amare. Il film concorrerà per la sezione Made in Sudtirol del Bolzano Film festival. A seguire inizierà la distribuzione attraverso la piattaforma online Movieday con accesso a più di 200 cinema in tutta Italia

Matrimonio Luca+Silvana. Foto di Simone Cargnoni
Di Laura Gaggioli - 11 aprile 2021 - 17:49

TRENTO. Sembrava impossibile, eppure, dopo tante sfide, non solo sono riusciti a incoronare un sogno, ma il loro matrimonio è anche diventato un documentario. Stiamo parlando di Luca e Silvana, due ragazzi innamorati con la sindrome di Down, ostacolati dai pregiudizi e dalla burocrazia italiana, oggi protagonisti al Bolzano Film Festival con la pellicola "Luca+Silvana" prodotta da Cooperativa 19.

 

Il racconto ha coinvolto il regista Stefano Lisci, 37enne sardo diplomato alla Zelig, scuola bolzanina di documentario, che ha deciso di trasformare la loro battaglia personale in un film per affrontare e sensibilizzare sul diritto all’amore.

 

La storia è semplice, due persone che vogliono sposarsi e passare la vita assieme, ma non per tutti è così “facile” come sembra. Quando Luca inizia a corteggiare Silvana con lettere d’amore, lei è scossa, non è abituata e inizialmente lo rifiuta. Lui però non molla, la conquista con la sua gentilezza. Il loro è un amore imprevisto, c’è chi li guarda con sospetto, chi incuriosito, in pochi pensano veramente che tra i due possa esserci un legame profondo, come quello tra due adulti. Sognano di sposarsi e di vivere assieme, ma per chi come loro ha la sindrome di Down non è così semplice. Passano dieci anni, il loro progetto incontra mille ostacoli burocratici e non, ma il matrimonio sembra ancora un miraggio irraggiungibile, sino a gennaio 2019.

 

Nasce così il documentario “Luca+Silvana”. Una storia d’amore dal sapore dolceamaro che invita a riflettere sul diritto universale di amare e condividere la vita con un’altra persona e che ha avuto la sua Première nazionale lo scorso 20 novembre 2020 durante la rassegna bolognese “Visioni Italiane”.

 

Ma altri festival aspettano ora la partecipazione del documentario. Il prossimo sarà il Bolzano Film Festival, dal 13 al 18 aprile che si svolgerà interamente in modalità virtuale. Il film sarà visibile online e potrà essere “noleggiato” sul sito del festival per tutti i giorni della manifestazione nella sezione Made in Sudtirol e concorre per il Golden Walther Award che verrà assegnato dal pubblico alla fine della proiezione tramite un pulsante pop up dedicato. All’interno del festival, il 14 aprile alle ore 18:00, è inoltre previsto un dibattito dal titolo “Local artists: Behind the scenes” insieme al produttore Massimiliano Gianotti e il regista Stefano Lisci

 

Dopo la tappa bolzanina il documentario sarà poi protagonista anche di un altro festival regionale. La pellicola è infatti stata selezionata anche per il Trento Film Festival, che si terrà dal 30 aprile al 9 maggio, nella sezione Orizzonti vicini. A seguire poi inizierà la distribuzione del film attraverso la piattaforma online Movieday, con accesso a più di 200 cinema in tutta Italia. Si tratta di una modalità particolare di distribuzione delle pellicole che conta sulla collaborazione di associazioni, enti, scuole e singoli cittadini interessati a portare il documentario nella propria città.

 

“Vorremmo che il nostro film fosse anche un’occasione per sollevare un dibattito sulla sindrome di Down e sui diritti delle persone con disabilità e vorremo creare uno dibattito con gli interessati al tema e organizzare assieme la proiezione” dichiara Gianotti.

 

La produzione è tutta altoatesina e fa capo a Cooperativa 19, un’impresa culturale e casa di produzione attiva dal 2011 con la missione di contribuire allo sviluppo del territorio attraverso la realizzazione di progetti culturali e prodotti artistici in grado di coinvolgere le comunità attraverso proposte di qualità, in cui l'arte e la creatività siano stimolo per una crescita individuale e collettiva.

 

La realizzazione del documentario è stata sostenuta da Mibact e Siae attraverso il programma “Per chi crea”, IDM Film Commission, Lebenshilfe Onlus, Centro Audiovisivi Bolzano, Ufficio Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio Famiglia, Donna, Gioventù e Promozione sociale del Comune di Bolzano, Rotaract Bolzano, ma anche dai 12.000 euro raccolti con la campagna di crowdfunding sulla piattaforma eppela.

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