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“L’ultimo concerto? È stato nel 2020 e rischia di essere la realtà del domani”, l’appello degli artisti e dei Live Club: “Dateci voce noi ci mettiamo la passione”

Sono 15.000 i concerti cancellati nel 2020, mentre i mancati incassi per il settore superano i 50 milioni di euro. Bookique, Smart Lab e i Faultier hanno partecipato all’iniziativa per il Trentino: “Suonare ci manca tantissimo, proprio per questo alle persone chiediamo un po’ di empatia verso delle persone che di fatto non lavorano da un anno”

Di Tiziano Grottolo - 01 marzo 2021 - 21:08

TRENTO. “Nessun concerto. È la realtà che viviamo oggi, che rischia di essere anche il nostro domani”, è questo il messaggio che si sono visti spuntare davanti agli occhi migliaia di spettatori che attendevano l’esibizione in streaming dei loro artisti preferiti in quella che doveva essere una grande esibizioni simultanea con decine di gruppi. In realtà non c’è stato nessun concerto anche se in un certo un’esibizione è comunque andata in scena, un enorme flash mob di cui gli utenti collegati sono diventati inconsapevolmente parte.

 

Gli ingredienti per attirare il grande pubblico c’erano tutti: Ligabue, Caparezza, Lo Stato Sociale, i Marlene Kuntz solo per fare alcuni nomi, per il Trentino c’erano i Faultier, oltre a 130 live club fra cui Smart Lab di Rovereto e la Bookique di Trento. Di fatto L’Ultimo Concerto?” è stato a tutti gli effetti uno dei più grandi flashmob del settore della musica dal vivo in Italia. “La situazione attuale – spiegano KeepOn Live, Arci e Assomusica che hanno organizzato l’iniziativa – lascia emergere numeri allarmanti: 15.000 i concerti cancellati, mentre i mancati incassi per il settore sono superiori a 50 milioni di euro. Il 49% dei Live Club dichiara di non avere certezza circa la possibilità di una riapertura a fine pandemia”.

 

Lo Smart lab di Rovereto per esempio ha dovuto rinunciare a una ventina di concerti (con i dj set si arriva a 50 eventi) perdendo circa il 66% del fatturato, più o meno 150mila euro. “Buona parte del personale è stata messa in cassa integrazione – afferma Elia Bona responsabile della comunicazione della cooperativa che gestisce Smart Lab – fintanto che siamo rimasti in zona gialla è stato possibile garantire la continuità a quelle poche attività consentite dai Dpcm. Ora gran parte del lavoro si è trasferita online per il resto ci stiamo concentrando sui progetti per il futuro per cercare di ripartire dopo il lockdown”.

 

Nell’iniziativa dunque si cela un grido d’allarme che arriva dal mondo della musica, inteso in senso ampio perché come sottolineato dal rapper Anastasio: “Dietro un concerto che si ferma non c’è soltanto un artista musicale, ma un intero ecosistema di figure umane e professionali che, a oggi, sono senza lavoro da un anno”. Di fatto gli ultimi concerti si sono tenuti nel 2020 prima del ritorno dell’emergenza, poi più nulla.

 

“Siamo stati ben felici di partecipare all’iniziativa – racconta Giorgio Santolini chitarrista dei Faultier che avrebbero dovuto esibirsi alla Bookique – e aiutare per quanto possibile uno dei pochi locali che a Trento offriva appuntamenti fissi per i concerti. L’Arsenale per esempio ha annunciato la chiusura ma se spariscono spazi come questi a perderci è tutta la scena culturale e musicale del territorio”. Ovviamente il 2020 è stato un anno con poche date anche per i Faultier che a causa della pandemia hanno dovuto sospendere diversi progetti, fra cui il lancio del primo Ep: “Suonare ci manca tantissimo, proprio per questo alle persone chiediamo un po’ di empatia verso delle persone che di fatto non lavorano da un anno”.

 

Per quanto riguarda il futuro c’è molta attesa e se finora i concerti non ci sono stati gli organizzatori dell’iniziativa sono comunque determinati a far tornare gli artisti a esibirsi, anche se avvertono: “Non ci potrà essere un ‘Prossimo Concerto’ e una vera ripartenza, se non sarà preceduta e accompagnata dalla sostenibilità e dal riconoscimento specifico per i Live Club, richiesto da tutta la categoria a gran voce da diversi anni”. Insomma la politica è avvisata: ora è tempo di agire. Per tutti gli appassionati invece la richiesta è più semplice e diretta: “Dateci voce, noi ci mettiamo la passione e i palchi”.

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