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| 27 nov 2021 | 18:06

Matteo, colpito da due tumori, il fegato “nuovo” arriva sulla Lamborghini: “Sono vivo grazie alla Polizia”

Dopo essere stato salvato con un trapianto Matteo, insegnante di matematica che si trovava in gita con i suoi studenti, ha incontrato per caso i poliziotti che avevano trasportato il suo “nuovo” fegato: “Sono vivo grazie a loro”

Matteo, colpito da due tumori, il fegato “nuovo” arriva sulla Lamborghini: “Sono vivo grazie alla Polizia”
di Redazione

VERONA. “Sono vivo grazie alla Polizia di Stato”, lo ha ripetuto un’infinità di volte Matteo ai poliziotti che di fatto gli hanno salvato la vita (ovviamente con l’indispensabile contributo di chi ha donato l’organo). Il 28 febbraio dello scorso anno, poco prima che il Covid iniziasse a diffondersi in Italia, Matteo era venuto a sapere di essere gravemente malato, di avere due tumori al fegato. Dopo essere stato inserito nella lista per il trapianto, il 13 agosto aveva ricevuto la chiamata inaspettata, ma tanto attesa, che lo avvisava della disponibilità di un fegato nuovo. Fino a qui sembra solo una storia a lieto fine; nella realtà, però, c’è molto altro.

 

Dopo la diagnosi della malattia, a Matteo era stato anche detto anche che non ce l’avrebbe fatta, che il tempo a sua disposizione era poco, che sarebbe scaduto proprio verso la metà agosto. “Bastava un giorno, dunque; un solo giorno in più e io non sarei sopravvissuto, non sarei qui oggi”, ricorda Matteo.

 

Una volta in salvo Matteo ha valuto informarsi su chi era stato a trasportare, nel giro di poche ore, quell’organo fino all’Ospedale di Padova dove i medici lo avevano sottoposto all’operazione di trapianto. Risposta la Lamborghini della Polizia di Stato. In effetti, è proprio a questo scopo che la supercar della casa automobilistica bolognese è stata donata: cioè quello di garantire il trasporto celere di tessuti umani e organi in condizioni di urgenza.

 

Quel giorno erano stati gli agenti polizia stradale di Bologna a effettuare il servizio, gli stessi che Matteo, insegnante di matematica in una scuola superiore di Venezia, ha incontrato alcuni giorni fa, per caso, a Verona, mentre accompagnava i suoi studenti tra gli stand della Fiera Job & Orienta, dedicata all’orientamento scolastico e lavorativo.

 

“Noi agenti della questura di Verona e della stradale di Bologna, eravamo lì quando si è avvicinato con garbo chiedendo informazioni in merito alla provenienza della Lamborghini; eravamo lì quando ci ha svelato la sua storia. E grazie a lui perché siamo noi a doverlo ringraziare ci siamo sentiti parte di un cerchio che si è finalmente chiuso”.

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