Niente lancio di palloncini, ma la Strozegada di Levico non si ferma: ''Anche quest’anno faremo arrivare le letterine a Santa Lucia''
Nonostante la legge provinciale che vieta il lancio di palloncini in aria, la tradizionale Strozegada de Santa Luzia si terrà anche quest’anno, reinventandosi in una nuova forma. Pasquini: “Le letterine sono arrivate anche nella Foresta Nera e in Slovenia”

LEVICO. “Anche quest’anno faremo arrivare le letterine a Santa Lucia, era importante per noi organizzare la Strozegada. Lo scorso anno non si poteva a causa della pandemia e ora invece è arrivata la legge che ci impediva di far volare i palloncini, quindi ci siamo dovuti reinventare”. Commenta così Marco Pasquini, presidente dell’associazione micologica G. Bresadola Gruppo B. Cetto di Levico Terme, la riuscita organizzazione della 42esima edizione dell’iniziativa che si terrà domenica 12 dicembre a Levico.

“Come ogni anno in questi giorni si stanno raccogliendo le letterine – prosegue – scritte dai bambini di asili, scuole materne e elementari di Levico e Barco che verranno trasportate su un carrettino. Il sacco che le conterrà verrà consegnato ai vigili del fuoco che penseranno a consegnarle a Santa Lucia”. È una festa quindi “molto sentita dalla comunità”. Le letterine che venivano attaccate ai palloncini “sono sempre arrivate lontane: Padova, Udine, Monfalcone, Gorizia, alla fabbrica della Barilla di Parma, ma anche nella Foresta Nera in Germania e in Slovenia”.
La tradizionale Strozegada, oltre all’ostacolo della pandemia, ha dovuto affrontare un divieto che vige solo in Trentino e che impedisce il rilascio di dispositivi aerostatici, palloncini, per una legge promossa da Claudio Cia, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, che l’ha definita “innovativa” e “a tutela dell’ambiente”. Eppure, “negli ultimi 4 - 5 anni per scelta dell’associazione sia per i palloncini, così come per il sacco che il suo cordino veniva utilizzato solo materiale biodegradabile”, confermano sia Pasquini che Patrick Arcais, vice sindaco di Levico. Il comune infatti ha sempre supportato quest’iniziativa.
“La legge di Cia ha spazzato via tanti anni di tradizione – dichiara il vice sindaco – nonostante l’utilizzo di materiale biodegradabile. Dopo lo sconforto iniziale è stata trovata una nuova soluzione, che rimarrà una sorpresa”. Nel rispetto di tutte le norme, “abbiamo capito che andavano salvati i sogni dei bambini per non vederli infranti. È da più di quarant’anni che i bambini mandano le loro lettere”.
La Strozegada, che deriva dal termine dialettale strozegar, “strascicare”, non è altro che l’atto del trascinare la corda a cui sono attaccati dei barattoli di latta, è “il richiamo che Levico utilizza per Santa Lucia”. L’evento ha una lunga tradizione alle spalle, come racconta il presidente Pasquini: “Questa tradizione è nata a Levico. L’abbiamo rimessa in piedi nel 1979, perché ci siamo accorti che stava morendo”.
La sfilata per “chiamare” la Santa partirà alle 18 dall’edificio delle scuole vecchie in via Slucca De Matteoni, per arrivare all’ingresso dei Giardini Salus, punto di arrivo, dove si concluderà la serata con la consegna delle letterine. Nel rispetto delle norme anti-contagio quest’anno non verrà distribuito né vin brulè né i sacchettini con i dolci per i bambini.
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