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Guerra ai palloncini, a Levico ''50 anni di tradizione spazzati via senza pensare alla comunità''. E intanto per Canale5: ''Dura vita per i bambini in Trentino''

Patrick Arcais (vice sindaco di Levico): "Capiamo e condividiamo la necessità di salvaguardare l’ambiente, tuttavia questa deve poter coesistere con gli usi e i costumi di una comunità. Siamo sempre attenti all'ecologia ma serve maggiore dialogo". La legge è balzata a livello nazionale: "Dura la vita per i bambini in Trentino. Ora è vietato far volare i palloncini"

Di Luca Andreazza - 11 giugno 2021 - 12:35

LEVICO. "Cinquant'anni di attività spazzati via da una legge che non tiene conto delle specificità di una tradizione che affonda le radici nel tempo". Queste le parole di Patrick Arcais, vice sindaco di Levico, sul provvedimento proposto da Claudio Cia (Fratelli d'Italia) e varato in Provincia che blocca il rilascio volontario dei palloncini di plastica nell’aria (Qui articolo).

 

La vicenda intanto è balzata anche a livello nazionale e la trasmissione "Mattino 5" condotta, su Canale 5, da Federica Panicucci e Francesco Vecchi, si è occupata di questa legge. Se Luca Mercalli si è detto favorevole, il titolo di questa parte di puntata è "Dura la vita per i bambini in Trentino. Ora è vietato far volare i palloncini". E un inviato si è portato proprio a Trento. 

"Una legge che non è stata ponderata e ragionata - dice Gabriele Gerosa, titolare del negozio "Non solo festa" - ma è stata generalizzata che ogni volta un palloncino viene rilasciato in cielo. Si è parlato di inquinamento ma manca una specifica sulla tipologia di palloncini, quelli venduti da professionisti devono essere biodegradabili al 100%". 

 

Quella di rilasciare palloncini in determinati momenti è un evento molto sentito in Trentino, come in Valsugana in occasione di Santa Lucia. "Capiamo e condividiamo, naturalmente, la necessità di salvaguardare l’ambiente, tuttavia questa deve poter coesistere con gli usi e i costumi di una comunità". 

 

L'anno scorso le letterine dei bambini sono volati fino allo stabilimento della Barilla a Parma (Qui articolo). "Già in quell’occasione, come specificato dal presidente dell’Associazione micologica, Marco Pasquini, era stato assunto l’impegno di utilizzare palloncini totalmente naturali. Per gli anni successivi - dice Arcais - era già in previsione di utilizzare materiale naturale anche per la “sacca” che avrebbe dovuto contenere le letterine e la corda che le avrebbe ancorate ai palloncini".

A questo proposito gli organizzatori avevano individuato un’azienda italiana che effettua la vendita certificata di palloncini 100% lattice, materiale che si decompone totalmente nell’arco di qualche mese, in una tempistica pari, secondo alcuni studi, a quella di una foglia di quercia. L'Apt Valsugana inoltre ha ottenuto la certificazione GSTC, primo e unico caso al mondo, proprio per il turismo sostenibile e che concretizza i 17 obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite (Qui articolo).

 

Ma anche questa soluzione non sembra percorribile. "Prendiamo atto dell’impossibilità di procedere in questo modo - evidenzia il vice sindaco di Levico - ho avuto occasione di confrontarmi con il consigliere Cia e ci è stato confermato che non si può fare altrimenti. Specifichiamo che come amministrazione abbiamo già assunto comportamenti che possano favorire l’eliminazione della plastica monouso, come in occasione della Giornata ecologica, quando in collaborazione con l’azienda Levico Acque abbiamo consegnato a tutti i partecipanti bottiglie di acqua in vetro".

 

L'intenzione del Comune di Levico è quella di confermare comunque questo appuntamento in forma innovativa. "Da parte nostra - conclude Arcais - faremo tutto il possibile per poter agevolare l’Associazione micologica, che da 50 anni si occupa con amore e passione dell’organizzazione della 'Strozegada de Santa Luzia', che fino all’anno scorso si concludeva con il rito dei palloncini. Cercheremo di preservare questa tradizione, sicuramente con una forma nuova a impatto zero, ma che possa comunque tenere i bambini di oggi e di ieri con il fiato sospeso e possibilmente con il naso all’insù. Favorire il progresso, anche in tema ambientale, è un dovere ma questo deve tenere conto delle tradizioni e dei sogni di diverse generazioni di bambini".

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