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Oltre 600 milioni di copie vendute e 12 album pubblicati, 51 anni fa si scioglievano i Beatles

Il 10 aprile di 51 anni fa Paul McCartney lasciava i Beatles, chiudendo l'esperienza della band più famosa del mondo dopo dieci anni di attività, una serie di capolavori e centinaia di milioni di copie vendute. Nel corso degli anni saranno centinaia i gruppi di successo influenzati dalla musica dei Fab Four

Di Filippo Schwachtje - 11 April 2021 - 09:30

TRENTO. Era passato oltre un anno dall'ultimo concerto dei Beatles, il famoso 'Rooftop Concert' sul tetto dell'edificio che ospitava gli uffici della Apple Corps a Londra (interrotto dalla polizia dopo le lamentele di alcuni residenti della zona, infastiditi dal 'rumore' a quanto pare), quando il 10 aprile di 51 anni fa Paul McCartney annunciò la sua uscita dal gruppo, sancendo di fatto la fine dell'esperienza musicale della band più famosa del mondo. Alla base della sua decisione "ragioni personali e professionali", sull'origine delle quali si sarebbe poi discusso e ricamato a non finire nel corso degli anni, tra le accuse mosse alla compagna di John Lennon, Yoko Ono, d'aver rovinato l'armonia all'interno del gruppo fino alle divergenze sulla gestione della parte economica che avrebbero separato i quattro, passando per la crescita come autore di George Harrison, a cui il ruolo di 'terzo incomodo' della coppia Lennon-McCartney iniziava forse ad andare un po' stretto, fino alla morte avvenuta tre anni prima dello storico manager dei Fab Four Brian Epstein

 

Di certo c'è che al momento della separazione i rapporti all'interno del gruppo erano tesi ormai da qualche anno, sicuramente almeno dalle registrazioni del famoso White Album, il doppio disco omonimo uscito nel 1968 dopo il soggiorno dei Fab Four in India. "Ormai ero soltanto io con un gruppo di spalla e Paul con un gruppo di spalla" dichiarò in merito John Lennon. Le varie personalità e preferenze stilistiche all'interno del 'disco bianco' emergono infatti con prepotenza, dall'avanguardia lennoniana di Revolution 9 al più classico dei vaudeville firmato da McCartney in Martha My Dear. Il capolavoro dell'album è però forse la celebre While My Guitar Gently Weeps, la splendida ballata di George Harrison impreziosita dall'assolo leggendario dell'amico Eric Clapton. All'interno del gruppo ognuno dei singoli però lavora per conto suo: il risultato rimane, in ogni caso, straordinario proprio perché straordinario è il talento dal punto di vista tanto musicale quanto compositivo dei quattro baronetti da Liverpool.  

 

Nei due album successivi (se escludiamo Yellow Submarine, lisergica colonna sonora dell'omonimo film animato uscito sempre nel '68), la tendenza dei vari componenti dei Fab Four ad isolarsi ed a comporre brani in totale autonomia si accentua, tanto che con l'uscita dello splendido Abbey Road nel 1969 (sulla cui copertina è immortalato il celeberrimo attraversamento pedonale fuori dagli studios londinesi) sembra a tratti di ascoltare l'opera di un gruppo di musicisti solisti. Ma anche in questo caso il genio compositivo individuale sopperisce abbondantemente all'affievolirsi delle dinamiche di gruppo e quindi capolavori oscuri e sperimentali come Come Together o I Want You (She's So Heavy) di Lennon convivono con squisite gemme pop come Something o Here Comes The Sun di George Harrison, sempre più in grado di ritagliarsi il proprio spazio dopo il (quasi) monopolio compositivo della coppia Lennon-McCartney. In Abbey Road c'è spazio anche per la seconda canzone firmata dal batterista del gruppo, Ringo Starr, che contribuisce all'album con Octopus's Garden (scritta durante un periodo di ferie in Sardegna). E' di Paul McCartney invece l'intuizione di riunire sul lato B una serie di piccoli collage sonori in un lungo medley, secondo molti uno dei momenti più alti di tutta la discografia del quartetto di Liverpool, che sembra quasi ricordare con nostalgia la carriera degli 'scarafaggi' in uno splendido e malinconico canto del cigno.

 

Abbey Road infatti sarà l'ultimo album pubblicato dai Beatles prima della separazione, avvenuta il 10 aprile di 51 anni fa. All'incirca un mese dopo, l'8 maggio, uscirà in Inghilterra Let It Be a chiudere la discografia dei Fab Four ad otto anni di distanza dall'esordio con Please Please Me. In mezzo ci sono una serie di pietre miliari della musica popolare del '900, tra cui Rubber Soul, Revolver e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, 1,6 miliardi di singoli venduti (solo negli USA) e 600 milioni di album a livello mondiale. Già dal titolo, Let It Be ('lascia che sia') sembra accompagnare i fan della band verso la fine dei Beatles. In poco più di 35 minuti di musica emergono ancora una volta chiaramente le diverse anime del gruppo (con Lennon e McCartney particolarmente ispirati nei rispettivi capolavori Across The Universe e Let It Be), accompagnate però questa volta da una certa malinconia di fondo, esaltata anche dalla produzione (molto discussa) di Phil Spector. 

 

Tutti i membri della band proseguiranno con carriere soliste di successo, anche se nessuno raggiungerà i livelli toccati negli anni'60 dai Beatles. Le voci di una possibile riunione dei quattro si rincorreranno anno dopo anno, fino all'8 dicembre 1980, quando John Lennon fu assassinato a colpi di pistola fuori dal suo appartamento a New York, mettendo per sempre la parola fine sulla storia della band più famosa del mondo.

 

 

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