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| 19 mar 2021 | 15:40

Pasqua in ''zona rossa'', Confartigianato Belluno: ''Perché non chiudiamo i supermercati e lasciamo aperti i piccoli negozi?''

La provocazione di Cristiano Gaggion, presidente dei dolciari di Confartigianato Belluno: ''Abbiamo subito perdite notevoli nell’ultimo anno. Da Pasqua a Natale 2020 abbiamo dovuto chiudere nei periodi più produttivi. E adesso siamo di nuovo con le attività ferme, o quasi. La gente non può comprare l’uovo di Pasqua in pasticceria ma lo trova al supermercato e compra quello industriale. Questa è concorrenza sleale e così si disabitua il consumatore''

Pasqua in zona rossa'', Confartigianato Belluno: Perché non chiudiamo i supermercati e lasciamo aperti i piccoli
di Redazione

BELLUNO. Chiudere i supermercati per tenere aperti i piccoli negozi. E' questa la provocazione lanciata da Confartigianato Belluno per questi giorni di avvicinamento a Pasqua. La zona rossa, infatti, rischia di affossare, in molti casi definitivamente, le attività più piccole che tra chiusure e limitazioni sono sempre più in difficoltà e allora ecco la proposta di Cristiano Gaggion, presidente dei dolciari di Confartigianato Belluno: ''Abbiamo subito perdite notevoli nell’ultimo anno. Da Pasqua a Natale 2020 abbiamo dovuto chiudere nei periodi più produttivi. E adesso siamo di nuovo con le attività ferme, o quasi. In un anno non è cambiato praticamente nulla. Siamo andati avanti a tentativi, abbiamo lasciato aperto alcuni settori a scapito di altri. E non ha funzionato. Allora proviamo a chiudere la grande distribuzione e tenere aperti i piccoli negozi. Poi vediamo come va''.

 

La Pasqua in “zona rossa”, infatti, penalizza indubbiamente anche le attività artigianali. Soprattutto quelle che in concomitanza con le festività, solitamente vedono aumentare il giro d’affari. Quest’anno - come nel 2020 - a risentirne saranno soprattutto le pasticcerie. Quella di Confartigianato è una provocazione che, però, ha una sua logica.

 

''I negozi e le attività artigianali devono lavorare soltanto con l’asporto, mentre i maxistore possono tenere regolarmente aperto. Significa che la gente non può comprare l’uovo di Pasqua in pasticceria, perché la zona rossa impedisce gli spostamenti. Ma lo trova al supermercato e compra quello industriale - continua Gaggion -. Non si tratta solo di concorrenza sleale: c’è anche il rischio di innescare nuove abitudini nei consumatori, a scapito delle piccole attività e degli artigiani''.

 

Attività che hanno subito perdite notevoli nell’ultimo anno. ''Parliamo, per il settore dolciario, di numeri variabili tra il -50 e il -80%. Anche di più in alcune zone - sottolinea Gaggion -. L’asporto non è sufficiente a riequilibrare le chiusure. In questo periodo, prima che scattasse la nuova “zona rossa”, quasi tutti avevano fatto il rifornimento di cioccolato per le uova di Pasqua. Credo che molti dovranno buttare gran parte della materia prima''.

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