Achille Lauro 'si battezza' sul palco dell'Ariston, Cia: “Esibizione blasfema”. Pro Vita: “Valutiamo sciopero nazionale del canone Rai”
Pantaloni in latex nero e torso nudo, con i tatuaggi in bella vista: ad inaugurare l'edizione 2022 del Festival di Sanremo ci ha pensato un Achille Lauro in puro stile glam rock con la sua 'Domenica”. Oltre alla kermesse però, il trapper ha 'battezzato' anche sé stesso, rovesciandosi dell'acqua sul capo al termine dell'esibizione e le reazioni del mondo cattolico non si sono fatte attendere

SANREMO. Achille Lauro battezza Sanremo 'battezzando' sé stesso ed è subito polemica, il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia denuncia: “Una vera e propria profanazione pubblica del sacramento” mentre Pro Vita già pensa ad un possibile “sciopero nazionale del canone Rai” e all'invio di “camion-vela intorno all'Ariston con messaggi contro il continuo abuso del canone Rai per trasmettere dissacranti blasfemie cristiane”. Eppure il trapper aveva spiegato il significato del suo gesto già ieri un post: “Oggi 61 anni fa nasceva mia madre. Oggi 61 anni dopo le regalo l'apertura del Festival di Sanremo. Ancora oggi guardo questa donna nello stesso modo. Le madri sono esseri divini, ci danno la vita ogni giorno. Oggi, in un nuovo inizio, vi omaggio del mio battesimo. Che Dio ci protegga. Hallelujah”.
Che rappresenti un 'inizio simbolico' o, come dicono diverse voci dal mondo cattolico, una semplice provocazione per fare qualche click in più, quella di Lauro ieri è stata effettivamente la prima esibizione di Sanremo 2022: in conclusione, mentre alle sue spalle l'Harlem Gospel Choir ripeteva il ritornello della canzone, il trapper si è inginocchiato, riempiendo d'acqua una grande conchiglia e versandosela sul volto, nella rappresentazione di un vero e proprio battesimo. E parlando proprio di 'nuovo inizio', il cantante ha scritto ancora una volta sui social: “Mi sono interrogato sul senso del mio essere, del mio essere di passaggio, del mio essere umano. Il palco è lo stesso di sempre. Io no”.
“Durante la serata d'avvio del festival di Sanremo – ha scritto però oggi su Facebook Cia – Achille Lauro ha promosso una becera esibizione blasfema del suo brano 'Domenica': si è inginocchiato battezzandosi da solo davanti al pubblico. Una vera e propria profanazione pubblica del sacramento del battesimo, una provocazione che rivela tutta la sua pochezza e stupidità. Un fenomeno da baraccone che fa parlare del festival, e questa la dice lunga”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il movimento Pro Vita & Famiglia, che addirittura rilancia dichiarando in una nota di valutare “lo sciopero nazionale del canone Rai”.
Per il presidente dell'associazione Antonio Bradi, anche quest'anno a Sanremo sarebbe andato in scena "il Festival nazionale della blasfemia anticristiana" e Achille Lauro avrebbe "vilipeso" il battesimo per "puro sensazionalismo". La direzione artistica di Amadeus sarebbe altrettanto colpevole di aver "benedetto" l'esibizione del trapper per "lucrare sul sicuro effetto virale". "Con lo scorporo del canone Rai dalla bolletta elettrica - ha scritto Bradi - valuteremo se invitare con una campagna nazionale milioni di italiani che non ne possono più di questo scempio a non versare una tassa che viene usata contro di loro”.
Per "sensibilizzare" l'opinione pubblica poi, ha specificato il vicepresidente di Pro Vita Jacopo Coghe, l'associazione manderà nei prossimi giorni "camion-vela intorno al Teatro Ariston di Sanremo" con una serie di messaggio contro "il continuo abuso del canone Rai per trasmettere dissacranti blasfemie anticristiane e messaggi ideologici di stampo Lgbt". Coghe si è poi rivolto direttamente all'amministrazione aziendale e alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai per "mettere un freno a questa deriva oscena e violenta contro i cristiani italiani".





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