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| 09 feb 2022 | 15:58

Bambini: come limitare l’esposizione alle microplastiche

Tutti i consigli per limitare il più possibile l'esposizione dei bambini alle microplastiche 

Bambini: come limitare l’esposizione alle microplastiche
di Redazione

TRENTO. Le microplastiche sono particelle di plastica di dimensioni molto piccole, tra il milionesimo di metro e i 5 millimetri. Possono avere la forma di fibre allungate o di sferette e si formano quando la plastica viene scomposta nell'ambiente. Sono state trovate ovunque, dal fondo degli oceani, fino alla vetta dell'Everest. Costituiscono parte degli agenti inquinanti più attivi e, purtroppo, com'è logico, possono finire nel nostro organismo. Cosa ancora più preoccupante è che alcuni studi hanno dimostrato la loro presenza nelle feci dei bambini. Vediamo quali sono i suggerimenti più efficaci per limitare l'esposizione dei nostri figli.

 

La plastica, ricavata dai carburanti fossili, da più di un secolo, ha rivoluzionato il nostro mondo. Ha reso possibili prodotti e dispositivi che ci semplificano la vita. Tuttavia, l'enorme sviluppo e la produzione esasperata di plastica monouso hanno creato un grande problema ambientale. Inoltre, per renderla più duratura, viene trattata con additivi che la rendono molto più resistente. Prima che si degradi completamente è necessario un lungo periodo di tempo, addirittura fino a 400 anni per qualche tipo di materiale.

 

L'inquinamento causato dalle materie plastiche si può ricondurre fondamentalmente a due tipi. Il più evidente è dato dall'accumulo dei residui di grandi dimensioni derivati da tutti gli oggetti usa e getta che ci circondano. Il secondo tipo è più subdolo, ma altrettanto pericoloso, in quanto è causato dai frammenti piccolissimi dei materiali che stiamo usando.

 

Rifletti un attimo sull'enorme quantità di plastica che viene utilizzata nella vita quotidiana di tutti gli abitanti del pianeta. Ben l'80% del totale dei rifiuti trovati nei mari è costituito da materie plastiche. Tramite l'azione combinata degli agenti atmosferici, vento, acqua, raggi solari, esse vengono frammentate. Sono ridotte in fibre, sferette, pezzetti di varia forma e di dimensioni spesso invisibili a occhio nudo: le microplastiche.

 

Oltre a rappresentare un serio problema per l'ecosistema marino, questi frammenti sono anche pericolosi per l'organismo umano.

 

Le microplastiche che inquinano gli oceani provengono anche dal nostro bucato, maglie, pantaloni e perfino vestiti per neonati. Durante il ciclo di lavaggio viene rilasciata una grande quantità di queste minuscole particelle. Ovviamente, esse, attraverso i diversi passaggi del ciclo di eliminazione dei rifiuti liquidi, giungono al mare.

La contaminazione ambientale delle microplastiche avviene anche nei fiumi, sul terreno e nell'aria.

 

È così che l'intera popolazione è esposta a questa forma di inquinamento, e, naturalmente, lo sono anche i bambini. Studi recenti della New York University School of Medicine hanno dimostrato che i bambini assumono quantità di microplastiche 10 volte maggiori degli adulti.

 

Modalità di esposizione alle microplastiche dei bambini. La popolazione in generale, e di conseguenza anche i più piccoli, può essere esposta a queste sostanze in modi diversi. I più comuni sono l'inalazione delle microplastiche presenti nell'aria e il consumo di cibi o l'uso di tessuti che le contengono. Una delle modalità più note di esposizione alle microplastiche dei bambini è il contatto con la polvere.

 

Questa maggior incidenza per i più piccoli è dovuta soprattutto alla loro abitudine a portare le cose alla bocca. Inoltre, a tutti i bambini piace giocare con la terra o con la sabbia e, spesso, hanno contatti ravvicinati con tutti i tipi di superficie. Se, nel caso dei più grandicelli, l'esposizione è causata dagli agenti esterni, per i bebè ci possono essere altre cause. Uno dei mezzi più comuni di trasmissione è il biberon in polipropilene, il più conosciuto e usato. Le particelle incriminate vengono rilasciate più facilmente alle alte temperature. Il biberon viene sterilizzato con il calore e usato come contenitore per riscaldare i liquidi. Rilascia così grandi quantità di microplastiche che vengono ingerite dal bambino.

 

Come limitare l'esposizione e l'ingestione di microplastiche dei bambini. È possibile annullare o, almeno, limitare l'involontaria assunzione, da parte dei piccoli, di questi frammenti pericolosi per la salute. Ecco alcuni consigli per adottare comportamenti che, direttamente o indirettamente, possano contribuire a migliorare la situazione.

 

Evita di riscaldare il latte e gli altri liquidi nel biberon, ma usa un contenitore in vetro o metallo e, poi, travasalo. Fai usare al tuo bambino giocattoli ecologici. Ce ne sono di bellissimi in legno o in altri materiali diversi dalle materie plastiche. Quest'ultime dovrebbero essere evitate soprattutto nel momento della dentizione.

 

Scegli abiti realizzati con materiali naturali, come cotone o lino, specialmente per i vestiti per neonati. I più piccoli, infatti, nella loro continua scoperta del mondo, tendono a mettere in bocca anche parti dei vestiti. Utilizza, se possibile, pannolini lavabili o ecologici. Così facendo potrai contribuire a mantenere l'ambiente un po' più libero dai rifiuti di materiali sintetici. In lavatrice, fai sempre il bucato a pieno carico. Ricorda che il detersivo in polvere è abrasivo e favorisce il distacco delle particelle. Meglio usare un detersivo liquido.

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