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| 08 set 2022 | 17:15

Caro bollette e energia, l'Italia divisa per fasce colorate per capire come utilizzare il riscaldamento: Trentino Alto Adige in zona E e F

Il governo ha varato una serie di misure e pubblicato diversi consigli in previsione dell'inverno. Il Trentino Alto Adige è stato inserito nelle zone E e F ma ci possono essere differenziazioni all'interno dello stesso Comune

TRENTO. Il Trentino Alto Adige rientra nelle zone E e F. Questa l'indicazione del ministero sul fronte del piano di contenimento dei consumi delineato dal dicastero guidato da Roberto Cingolani.

 

Dalle docce brevi e più fredde ai gradi in meno sul termosifone, il governo ha varato una serie di misure e di consigli in previsione dell'inverno. Una stretta sui riscaldamenti per ridimensionare la dipendenza dal gas russo e ridurre l'uso del gas più in generale (Qui articolo).

 

In particolare ci sono dei limiti di esercizio degli impianti termici, ridotti di 15 giorni per quanto riguarda il periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di un’ora per quanto attiene la durata giornaliera di accensione.

 

La misura che riduce la durata di accensione dei caloriferi prevede una divisione per fasce regionali, si va dalla zona A (accensione per un massimo di cinque ore giornaliere dall’8 dicembre al 7 marzo) alla zona E (un massimo di 13 ore/giorno dal 22 ottobre al 7 aprile). Inoltre si prevede la riduzione di un grado: da 20 a 19 per le abitazioni e gli edifici pubblici, da 18 a 17 per le attività industriali.

 

Eccezione per le utenze "sensibili" come ospedali e Rsa. Il piano, tuttavia, prevede controlli a campione per gli edifici pubblici e i grandi locali commerciali ma è sostanzialmente una misura comportamentale che si affida alla responsabilità dei cittadini. L'Italia è stata quindi divisa in 6 zone e il Trentino Alto Adige è inserito nelle zone E e F. 

 

La zona E (comprende Trento città) del governo prevede che il riscaldamento possa essere acceso dal 22 ottobre al 7 aprile per un massimo di 13 ore giornaliere (l'anno scorso invece l'accensione era consentita dal 15 ottobre al 15 aprile per un  massimo di 14 ore giornaliere). La zona F non prevede limitazioni nell'accensione degli impianti di riscaldamento e comprende l'area più settentrionale, ma tutti i centri abitati sopra i 430 metri di altitudine. 

 

La misura è quindi articolata e può accadere che all'interno del centro abitato ci possano essere differenziazioni: Trento città rientra nella zona E per quanto riguarda il fondovalle ma diventa zona F per le aree più in quota. Non si esclude che i singoli Comuni passano prevedere regole più restrittive. 

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