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Trento
18 dicembre | 10:26

Come sono nati i Mercatini di Natale e come hanno cambiato il turismo, Tononi: ''Tutto è partito con 22 casette nel '93, c'era l'esigenza di un evento commerciale''

Fin dalle prime edizioni sono oltre 200 mila le persone che raggiungono Trento, una città che solo in quel momento si è aperta veramente al turismo. I primi 10 anni della kermesse con Corrado Tononi, ''papà'' del Mercatino di Natale: ecco come l'iniziativa ha cambiato il turismo in città

TRENTO. "Il capoluogo organizzava nel periodo natalizio diverse iniziative di stampo culturale e musicale ma si avvertiva l'esigenza di allestire qualcosa con un orientamento più economico e più commerciale". A dirlo Corrado Tononi, allora direttore del Centro Trentino Esposizioni, e "papà" del Mercatino di Natale, pronto per il prossimo anno a pubblicare un libro sull'inizio di un'epopea per la città. Ma è da questa riflessione che hanno preso forma 30 edizioni della kermesse clou. "I ragionamenti sono iniziati nel 1991 quando l'allora presidente del Cte, Giuliano Redolfi, ottiene dal Comune di Trento il mandato di mettere sul tavolo una proposta e da lì è partito un ragionamento lungo 12 mesi". 

 

C'è un altro evento importante per la città, un fattore che si rivelerà una fortuna per il Mercatino di Natale: sono appena conclusi i lavori di riqualificazione di piazza Fiera con l'interramento del parcheggio. Ora c'è una vasta area da utilizzare in centro storico, spazi da riconsegnare alla cittadinanza. "E' stata una scintilla decisiva con la piena disponibilità dei servizi comunali e provinciali".

 

Intorno a un tavolo la governance di Cte, il sindaco Lorenzo Dellai, l'assessore Sergio Oliver con il testimone preso poi da Franco Grasselli e le categorie economiche di quel periodo, senza dimenticare poi il contributo e la collaborazione dell'Apt di Trento con Giovanna Collauto e il direttore del Castello del Buonconsiglio con Franco Marzatico. Fin da subito l'idea è quella di un Mercatino di Natale sull'esempio delle esperienze in Austria e in Germania. Inoltre già allora e da un anno anche Bolzano si era già messa in proprio con una proposta di successo.

 

Il Cte già organizza diverse iniziative ("Il salone del risparmio energetico e dell'energia alternativa"; la "mostra dell'agricoltura"; la "mostra dei presepi" e quella "dell'antiquariato"; la "Casolara" e la "fiera del lavoro" con l'Università) e ha praticamente carta bianca, anzi il Comune investe nell'idea: l'amministrazione comunale finanzia l'iniziativa e acquista anche le casette. Completano il quadro finanziario i soci del Centro Trentino Esposizioni, cioè le categorie economiche, la Camera di commercio e i principali istituti bancari dell'epoca.

 

Si inizia a lavorare a spron battuto. "Ho studiato le dinamiche in Nord Europa e nel 1992 ho effettuato diverse esplorazioni sul campo tra Germania e Austria - dice Tononi - per poi concentrarmi in particolare su Innsbruck e Bolzano per la vicinanza ma anche per la possibilità di poter stringere legami importanti con quelle organizzazioni e per proporre al turista tedesco il primo Mercatino di cultura e tradizione italiana. Si è lavorato tantissimo anche sui mercati domestici e in questo caso Trento rappresentava l'offerta dell'ultimo Mercatino italiano ma con un'atmosfera alpina e mitteleuropa di confine con il mondo di lingua tedesca".

 

Non mancano anche i tour in Trentino alla ricerca degli artigiani e per sondare la disponibilità degli esercenti. "Sono stato accompagnato da Alcide Holzer, direttore dell'associazione artigiani, in ogni territorio. Un'unione tra valli e capoluogo alla ricerca delle eccellenze. I binari per sviluppare l'idea erano espositori di altissima qualità per un Mercatino legato all'artigianato e all'arte, ma anche al divertimento per la presenza di scultori all'opera in piazza Fiera".

 

A pieno regime anche la macchina promozionale. "Due mesi prima dell'evento - dice l'allora direttore del Centro Trentino Esposizioni - organizzavamo degli appuntamenti in Lombardia, penso a Como e Milano, per presentare gli stand, gli espositori e il Mercatini. Un'occasione e un'anteprima della kermesse per incuriosire i potenziali clienti a raggiungere il Trentino". 

 

Ecco così il 15 dicembre 1993 con l'inaugurazione del "Mercato di Natale". "C'è stato spazio anche per la solidarietà sociale con Consolida", ricorda Tononi. "Il nome era invece per creare un appuntamento identitario che sapesse distinguersi dalle proposte oltre confine". Un altro passo strategico è stato quello di stringere una sinergia con Bolzano e Innsbruck. "C'è stato rispetto e collaborazione, mai concorrenza. E' stato fondamentale instaurare rapporti con l'Alto Adige e con l'Austria: i flussi del traffico verso il Brennero erano elevatissimi per l'epoca ma Trento non era una tappa per i turisti, il passaggio successivo è stato quello di rendersi attrattivi alle agenzie viaggi con una proposta articolata per visitare le tre città e i rispettivi Mercatini". 

 

La città di Trento scopre così i pullman e, soprattutto, i camper. "Non si erano praticamente mai visti così tanti bus nel capoluogo e anche i camper erano una rarità. C'è stato un enorme lavoro - continua l'allora direttore del Centro Trentino Esposizioni - con i vigili urbani per trovare gli spazi per parcheggiare i numerosi mezzi in arrivo e in quel contesto è nata la collaborazione con l'associazione trentina dei camperisti".

 

E' un'altra epoca dal punto di vista turistico e delle proposte che offre la città ma il successo è travolgente tanto che fin dalle prime edizioni sono oltre 200 mila le persone che raggiungono Trento nel periodo dei Mercatini. Un numero elevatissimo per una città che solo in quel momento si è affacciata e si è aperta veramente al turismo. "Si è innescata poi una dinamica nuova per il capoluogo, un trend per cui anche i turisti in montagna hanno iniziato a raggiungere la città per una giornata in centro storico".

 

E intanto il Mercatino di allarga e conosce la sua prima espansione: "Si passa da 22 a 55 casette con un percorso graduale e di confronto di crescita. La selezione degli espositori resta maniacale per proporre le eccellenze e il massimo della qualità. C'è anche una primissima esplorazione nel settore enogastronomico per non andare in concorrenza con i ristoranti e con i bar. L'idea di base era quella di offrire idee regalo per decorare e festeggiare il Natale, un Mercatino per l'artigianato e l'arte più che gastronomico".

 

La direzione di Tononi dura 10 anni, poi arriva il 2002 e si entra nell'era di Trento Fiere. "L'afflusso si è attestato in quel periodo finale della gestione di Cte tra i 300 e i 400 mila visitatori con ancora margini di crescita. Ma è stato il momento di lasciare, diventa fisiologico e utile cambiare i vertici dopo così tanto tempo, anche per sviluppare, stimolare e mantenere vitale un prodotto turistico. E' stata sicuramente un'esperienza umana e professionale entusiasmante, i risultati sono stati resi possibile grazie a un grande gioco di squadra e un fermento positivo, un ottimo staff e tanti collaboratori, che si sono spesi molto anche dietro le quinte e senza riflettori".

 

Ecco poi un'era Trento Fiere che si divide in due fasi con l'allargamento su due piazze e il periodo della kermesse che si allunga fino a dopo l'Epifania fino al passaggio organizzativo all'Azienda per il turismo di Trento. Ma queste sono altre puntate.

 

Un Mercatino su due piazze è troppo e troppo lungo? "E' una scelta legittima anche se il mio parere tecnico è che due location disorientano il visitatore e possono creare qualche squilibrio tra gli espositori. Un'unica piazza rafforza le proposte e garantisce un'analisi ma anche una gestione più semplice. E un periodo così lungo rischia di far perdere il rapporto con la cittadinanza mentre il fruitore è sempre più attento alla qualità", conclude Tononi.

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