"Ex scuola materna e circolo Acli, ma è rimasto un luogo di aggregazione". La "ristoratrice-pedagogista" de Il Barone a Nomi: "Ho mantenuto l'idea di casa"
Conzatti, che ha preso in gestione il locale dal 2019, è stata tra le vincitrici del premio 2022 "La ristorazione trentina è donna". L'intervista: "Organizzo molti progetti con la scuola materna, anche legati proprio all'alimentazione. Ci tengo molto all'aspetto formativo ed educativo del cibo: per esempio qui proponiamo anche le box per l'asporto nel caso in cui la persona non consumasse tutto sul posto"

NOMI. Viviana Conzatti ha 45 anni ed è una pedagogista, ma dal 2019 ha cambiato professione, prendendo in gestione il ristorante Il Barone a Nomi. "Ma non del tutto. Ho coniugato questo 'nuovo' mestiere a ciò che sapevo fare meglio", racconta intervistata da il Dolomiti. Lei, insieme alle altre 3 colleghe ristoratrici, Anna Antoniolli del ristorante Al Vo' di Trento, Lucia Dell'Antonia de Il caminetto a Primiero San Martino di Castrozza e Giada Miori de La Casina a Drena, ha ricevuto il premio 2022, "La ristorazione trentina è donna". Sempre in quest'occasione, un titolo speciale era stato assegnato alla più giovane delle partecipanti, Eleonora Carrara del ristorante Al Bersaglio a Cles.
La titolare ha preso in mano una struttura storica, nel centro dell'abitato. "Non è solo un ristorante ma un punto di ritrovo da molti anni ormai - spiega-. Situato in mezzo al paese, prima era c'era la ex sede della scuola materna Romani De Moll, poi un circolo Acli. E' sempre stato un luogo di aggregazione, frequentato da tutti qui. E io ho voluto mantenere questa idea di casa".
Un aspetto che caratterizza molto il locale di Conzatti è l'essere riuscita a coniugare il suo essere pedagogista. "Tengo molti progetti con la scuola materna di Nomi - prosegue -, anche legati proprio all'alimentazione. Ci tengo molto all'aspetto formativo ed educativo del cibo: per esempio qui proponiamo anche le box per l'asporto nel caso in cui la persona non consumasse tutto qui sul posto".
Come requisito fondamentale per il concorso, oltre all'innovazione anche lo stretto rapporto con il territorio e il rispetto per l'ambiente. "Cerco di valorizzare al massimo prodotti e produttori locali, anche per quanto riguarda i vini ci appoggiamo solo a cantine della zona che possono essere visitate. Proponiamo piatti tipici e 'sani'. Un'offerta che si può definire 'a chilometro zero'".













